Da quando è arrivato all'Inter, Milan Skriniar è diventato uno dei difensori centrali più forti d'Europa, desiderato sul mercato da tanti top club. Di questo e altro ha parlato il difensore slovacco in una lunga intervista a Idnes.cz: "Quanto costo? Non so il mio prezzo, non ci capisco molto e se ne parlassi commetterei un errore. Si parla di tanti soldi, ma non so se siano cifre vere, non penso a queste cose".

LA CORTE DELLE BIG - "Se Guardiola, Mourinho o Valverde mi hanno contattato? Mai, ecco perché dico che possono essere solo delle voci. Se restassi per tutta la mia carriera all'Inter, come sta facendo Hamsik al Napoli, sarei felicissimo. L'Inter è un grandissimo club, stiamo uscendo dalla crisi e giochiamo in Champions League". 

FUTURO AL TOP - "Ho solo 23 anni, non posso dire di essere già al top. Sto vivendo un momento di pausa: l'anno scorso passai all'Inter e mi ritrovai ad un livello completamente diverso. Ora che la prima stagione è finita, sarà fondamentale vedere come finirà questa. Fare passi in avanti è facile, è più difficile mantenere certi livelli. All'Inter ho trovato una grande fiducia in me stesso, non solo come calciatore ma anche come uomo". 
SULLA CHAMPIONS - "La Champions è qualcosa di irreale, una favola. Quando avevo 14 anni sognavo di essere sul campo almeno una volta. Quando prima della partita contro il Tottenham è partito l'inno a San Siro ho avuto la pelle d'oca. Il tutto è stato anche amplificato dal fatto che l'Inter non giocava in Champions da sei anni. Alla fine, tutto lo stadio ha urlato la frase finale della canzone, 'the champions!'". 

SU MONTELLA E LA SAMP - "Quando non giocavo senza sapere il motivo vedevo tutto nero. Perché dovevo imparare l'italiano e allenarmi se non mi volevano? Non so perché Montella non mi vedesse, non mi allenavo nemmeno col gruppo: loro andavano ad allenarsi e io mi ritrovavo a calciare con i ragazzini. In quei momenti mi chiedevo se dovessi lottare o rifare le valigie e tornare allo Zilina. Poi, però, Montella mi schierò in una gara contro il Palermo e io presi complimenti ovunque nonostante perdemmo. Dopodiché fui convocato per l'Europeo e da lì tutto andò liscio, Giampaolo venne da me e mi disse che con lui avrei giocato. Con lui gli allenamenti erano una vera e propria esercitazione tattica, i difensori dovevano coordinare tutti i movimenti. Bisogna essere precisi sempre, perché ogni dettaglio decide".