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Nella puntata di domani de "La tribù del calcio", programma curato da Mediaset, intervista esclusiva ad Igli Tare. L’attuale direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica della Lazio, a proposito del suo ruolo di dirigente biancoceleste, dichiara: “La trattativa più complessa da quando sono diesse della Lazio è stata quella di Hernanes, perché in Brasile furono giorni difficili e intensi. A posteriori, quando il Profeta aveva ormai firmato per la Lazio, sono venuto a conoscenza che il Lione aveva fatto un’offerta migliore e superiore rispetto alla nostra, sia al giocatore sia al San Paolo, ma lui scelse la Lazio. Rimase colpito dal nostro progetto”.

Igli Tare affronta anche il caso Zarate, calciatore argentino che negli ultimi anni ha avuto qualche problema con il club biancoceleste: “Ritengo Zarate uno dei giocatori più forti della Lazio da quando io sono dirigente. Calcisticamente ha qualità importanti, ma nella vita non basta. Ci vuole anche l’umiltà, cosa che a lui manca: uno che sbaglia deve capire che ha sbagliato”.

Infine il diesse della Lazio, ripercorrendo alcuni momenti della sua carriera da calciatore, ha un piacevole ricordo delle esperienze fatte a Bologna e Brescia e conclude con un pensiero sul Milan di Sacchi: “Quando torno a Bologna sento ancora l’affetto dei tifosi, ma io mi sento in debito con loro per quella retrocessione. Di Brescia ricordo Roberto Baggio, un campione vero di umiltà e un esempio per giovani. Per quanto riguarda il Milan di Sacchi, lo adoravo: in quegli anni praticava il calcio migliore e Van Basten è stato il mio mito”.