Solo lunedì sera, quando Milan-Bologna chiuderà il turno della 35a giornata, potremo sapere con certezza se lo 0-0 del "Friuli" è un buon risultato per Udinese e Inter. A occhio diciamo di sì. Il punto che si sono divise le due squadre consente a Tudor di andare a +5 sull’Empoli (che domani gioca il derby con la Fiorentina) e a Spalletti di passare a +4 sull’Atalanta (attesa all’Olimpico dalla Lazio), a + 5 sulla Roma (che va a Marassi per incontrare il Genoa) e di restare a +6 sul Torino che ha già giocato e pareggiato contro la Juve.

 

UTILE O NO? - Non è stato uno 0-0 noioso, anche se i limiti delle due squadre sono emersi pure stavolta. L’Inter non è l’esempio del bel gioco e mentre stava controllando il campo col possesso palla non aveva brillantezza né velocità nella parte finale dell’azione. Nonostante sia imbattuta da 6 gare (2 vittorie e 4 pareggi), ha ottenuto un solo successo nei 5 incontri più recenti in campionato. Non solo, da inizio aprile ad oggi nessuna squadra ha collezionato più pareggi (4): quando serviva lo scatto definitivo, ha rallentato. L’Udinese, a sua volta, non è riuscita a trasformare la qualità dei suoi giocatori migliori, come De Paul e Pussetto, in fatti concreti. Nel suo stadio, però, è difficile da battere, come si è visto contro l’Inter e come dice questo dato: non perde in casa da 7 gare di fila, come accadde nel campionato 2013-14.

   

POSSESSO PALLA INTER - Dopo un quarto d’ora, l’Inter aveva già l’80 per cento di possesso palla. In attacco stava facendo quasi tutto Nainggolan, compreso il primo tiro velenoso verso Musso: deviazione del portiere argentino in angolo. Era chiara, già a quel punto, la partita che Spalletti e Tudor volevano giocare. Il toscano puntava sulla qualità e sulla forza del suo attacco, il croato si difendeva con una difesa a cinque mentre a centrocampo aveva messo due esterni, Pussetto a destra e De Paul a sinistra, con l’incarico di ripartire, ciò che non accadrà mai nella prima mezz’ora, grazie anche al buon lavoro dei terzini dell’Inter, D’Ambrosio e Asamoah.

   

SENZA VELOCITA’ - Dopo una ventina di minuti, Tudor ha chiamato il cambio tattico, da 5-4-1 a 5-3-2, con Pussetto non più esterno ma accanto e soprattutto dietro a Lasagna. In totale controllo del gioco e del campo, all’Inter mancava però la velocità nella parte finale dell’azione. Era troppo prevedibile e le mancava anche l’apporto che di solito Politano offre sulla destra. Per giocatori non dotati di straordinaria tecnica, non era facile infilarsi nel muro dei bianconeri come testimonia questo dato: 4 dei 6 tiri dell'Inter nei primi 45' sono arrivati da fuori area.

   

CRESCONO I FRIULANI - L’Udinese è arrivata alla conclusione dopo 32 minuti, con una punizione di De Paul deviata in angolo (deviazione non vista da guardalinee e arbitro) da Nainggolan. È stato il risveglio dei friulani, che si sono fatti pericolosi con Pussetto e subito dopo con De Paul, capace di mostrare la sua notevole qualità con uno slalom concluso dal sinistro di Mandragora respinto di pugno da Handanovic. Non è un caso se il capitano nerazzurro è il portiere che in questo campionato ha chiuso più partite senza subire gol: 16. Per quell’occasione, Lasagna si è lamentato prima con lo stesso De Paul e poi con Tudor: quella palla Rodrigo me la deve dare, la proviamo tutti i giorni in allenamento...

   

BORJA NON C’È - L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è diventato una sofferenza per l’Inter, nonostante una buona occasione di Brozovic. In mezzo al campo non si vedeva e non si sentiva Borja Valero. Pussetto e De Paul creavano qualche pericolo a ridosso dell’area nerazzurra e proprio nel finale Mandragora ha protestato per una spinta in area di Brozovic che aveva appena subìto un tunnel. Per Rocchi non era rigore: è vero che il croato gli ha messo le mani addosso e un po’ lo ha spinto, però Mandragora ha forzato la caduta trascinando il piede destro sull’erba, ragione per cui Rocchi (con decisione ratificata dal Var di Doveri) non ha fischiato.

   

CON ICARDI - Senza il contributo di Politano, l’Inter faticava a creare occasioni da gol. Dopo un’ora, Spalletti ha messo Icardi al fianco di Lautaro Martinez, schierando la squadra col 4-4-2. Ma il centravanti formato Instagram ha deluso ancora una volta: in mezz’ora abbondante ha toccato appena 5 palloni, nessuno dei quali pericoloso. Il tecnico interista voleva vincerla e ci ha provato anche con Keita Balde (fuori Lautaro), che ha avuto l’occasione migliore. Musso, uno dei migliori portieri del campionato, gli ha chiuso la porta.