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E’ una cosa impegnativa questa indagine della Consob sulle plusvalenze della Juve, ma non quanto sembra dal comunicato ufficiale, naturalmente formale. Direi che farsi una domanda per un ente di controllo che si trova davanti a quasi un terzo di fatturato dovuto a plusvalenze è molto normale. In argomento sono soggetti di bilancio usati da tutte le squadre, chi più chi meno, e con un’abbondanza da tanti anni sospetta.

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L’artificio comune è che la valutazione di un giocatore non è matematica, è un’opinione, quindi in opinione si trasformano anche le cifre da mettere a bilancio, cioè un parere che diventa soldi. E’ giusto che ci sia un parere autorevole non sulla Juve, ma su tutto questo tipo di mercato di cui adesso si è capita la leggerezza. Non è infatti tutto gratis. Negli anni di contratto con un giocatore, la società paga tasse patrimoniali sul valore che lei stessa ha dato al giocatore. Quindi da una parte prende e da un’altra restituisce. In sostanza le plusvalenze non sono puramente furbate, sono mosse di forte disagio. Infatti la Juve in un anno è passata da 172 milioni a 45. Perché avrebbe dovuto se era tutto normale?