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Nel calcio, pensato come piace a me, forse vincerebbero sempre le avversarie che affronto, perché in questi giorni di attesa per l'inizio del ritiro viola mi trovo a rimpiangere più Massimo Gobbi - fatto svincolare ingiustificatamente a parametro zero - che Adrian Mutu, sempre più vicino ad una cessione. I miei avversari per la propria squadra sceglierebbero sempre Mutu; io invece, ad occhi chiusi, punterei sempre su Gobbi, e su quelli come lui. Guardando gli almanacchi, ma anche scavando nella memoria, chi può dimenticare le reti del fenomeno rumeno ad Eindhoven o la tripletta favolosa a Marassi contro il Genoa? Eppure dal mio cervello non posso cancellare neanche le pasticche di simbutramina, le risse fuori dai locali, o i litigi con i compagni del 31enne di Calinesti.

Certo, quando c'era in campo Mutu sapevi sempre che la partita poteva cambiare a favore della Fiorentina, ma il ragazzo non è mai stato - nei suoi anni in viola - simbolo di affidabilità, e anche se la cronaca sportiva cittadina racconta diversamente, va ricordato che il rumeno si era 'venduto' alla Roma poco meno di due anni fa. Rimpiango invece Massimo Gobbi, anche se il paragone calcistico con Mutu può sembrare blasfemo. Eppure si è lasciato che l'esterno sinistro milanese si svincolasse, senza neanche provare a confermarlo, seppur reduce da quattro anni più che dignitosi, coronati da una convocazione in Nazionale, e con delle reti che hanno un valore incancellabile: la prima nel famoso 3-2 contro la Juventus di un anno e mezzo fa, e l'ultima nel 4-0 alla Roma di 14 mesi fa. Mi mancherà la serietà di Gobbi, la sua totale dedizione alla causa che lo ha visto protagonista come terzino, mediano in una linea a tre, esterno alto nel 4-2-3-1. Nessuna partita eccezionale ma difficilmente mai sotto la sufficienza.

L'ex cagliaritano rappresenta il prototipo di calciatore che il tifoso viola vorrebbe sempre: quello che dà tutto per la maglia, pur non avendo doti specifiche. A Firenze sono stati amati i Tarozzi, i Nicodemo, gli Alessio Tendi, che ruotavano intorno ai Batistuta, agli Antognoni, ai Christian Riganò. Mi mancherà Gobbi, perchè lo ricordo la prima volta come testimonial della Fiorentina per un'iniziativa benefica a Palazzo Vecchio: emozionato e voglioso di portare il suo messaggio di ragazzo che sognava di fare il calciatore, e che ce l'ha fatta. Ha 21 mesi meno di Mutu, ma non è mai finito nei casini quanto quest'ultimo. Buona continuazione di carriera, Massimo: la tua lettera ai tifosi viola, prima di andare via, mi ha commosso. Ciao Adrian: sei stato spesso un fenomeno in campo, ma decisamente troppo spesso fuori. Cresci, perché quando le luci delle ribalta si spegneranno il tuo ex compagno Gobbi continuerà a brillare di luce propria, grazie alla sua intelligenza. Tu, credo, molto difficilmente...