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Non manca il tempo libero in queste giornate lunghe e tutte uguali. E allora ho deciso di buttarne via un po' leggendo attentamente l'intervista rilasciata ieri da Yonghong Li, una di quelle figure mitologiche che di tanto in tanto scendono dall'Olimpo della fantasia di chi le ha create e ci allietano le giornate. Sapevo che il caro vecchio Li non mi avrebbe deluso neanche stavolta. Del florilegio di banalità contenute nelle sue 9 risposte vorrei sottoporne tre alla vostra cortese attenzione. Le domande sembrano poste a un grande e pluridecorato presidente decennale, non a un signore che in 12 mesi di Milan ha accumulato più debiti e misteri che minuti di calcio giocato. Ma veniamo alle 3 perle delle risposte di Yonghong. 

1. Parlando dei tifosi dichiara: "Loro erano sempre lì, anche se abbiamo avuto momenti buoni e momenti meno buoni". Domanda, mia. Quali sarebbero stati i momenti buoni nell'anno della presidenza Li? 

2. Sulla concreta possibilità di ingaggiare Cristiano Ronaldo: "C'erano tanti giocatori forti che stavamo prendendo in considerazione, ma non voglio entrare nei dettagli". Domanda mia: perché non ne avete comprato nemmeno uno pur spendendo oltre 250 milioni? 

3. Sull'attacco di Commisso, Li definisce insultante e scherzosa la sua offerta e bolla come arroganti e ignoranti i collaboratori dell'attuale presidente della Fiorentina: "Non volevamo perdere tempo con lui perché avevamo offerte più importanti e sopratutto cose più importanti a cui pensare". Domanda mia: considerando che l'offerta di Commisso risale al 26 giugno 2018 e che la sentenza Uefa che "diffida" il Milan dall'avere un presidente come Yonghong Li arriva tre giorni dopo, quali erano queste cose più importanti a cui pensare? 

Ma il colpo di classe arriva all'ultima domanda: "Che cosa vuol dire ai fan del Milan che le chiedono di tornare?". Non credevo ai miei occhi. Ma chi può pensare, anche solo per un momento, che esista un solo tifoso del Milan in grado di rimpiangere Yonghong Li? 
Avendo ancora un po' di tempo da perdere non ho resistito dal cercare la testata che è riuscita a realizzare questa intervista surreale. Mi sono imbattuto in SempreMilan, un sito inglese non registrato come testata giornalistica nel Regno Unito, che però è l'unico, come normale che sia, a rivestire il ruolo di sito "all news" sul Milan in Gran Bretagna. Dico che è normale che sia così perché, esattamente come non esistono in Italia e in italiano siti dedicati esclusivamente alle news sul Manchester United, sul Chelsea o sull'Aston Villa, allo stesso modo è strano che in Inghilterra esista un sito dedicato esclusivamente alle notizie sul Milan. Tanto più con un dominio in lingua italiana, "SempreMilan" appunto, conoscendo la tradizionale inclinazione d'Oltremanica ad apprendere e accogliere volentieri qualunque cosa che sia scritta in una lingua diversa dalla loro. 

Tale sito presenta l'intervista a Yonghong Li come la "prima" in assoluto. E su questo ha perfettamente ragione perché fino a ieri il misterioso presidente cinese si era espresso solo attraverso succinti, ma sempre divertenti tweet. Trattasi dunque di "scoop" vero e proprio perché per la prima volta parla il presidente del Milan che ha buttato dalla finestra oltre 500 milioni in un anno ed è sparito. Tutti i giornalisti sportivi europei erano bramosi di conoscere le sue verità. 

Allora vado a cercare subito il nome del giornalista che ha realizzato questo "scoop", ma la testata non ha pubblicato il nome dell'esimio collega. E allora mi domando, e su queste domande proseguo la mia lunga giornata: ma perché Yonghong Li per la sua prima attesissima intervista non ha scelto un grande giornale di fama internazionale? Che ne so, il New York Times, il Corriere della Sera o se proprio voleva parlare in Inghilterra, il Times? Oppure una bella intervista in tv, magari su Sky? Perché ha scelto proprio questo piccolo sito con pochissimi click che si chiama "Sempre Milan"? 

Boh, chi lo sa, l'importante è che anche questa volta ci abbia fatto divertire con le sue dichiarazioni. E poi, a voler guardare bene, ha scelto un sito che riprende proprio il claim della nuova brand identity introdotta dal Milan pochi mesi fa. Forse l'ha fatto per amore dei colori rossoneri, un amore che lo ha sempre animato, al punto tale da regalare al suo amato Milan tutto il suo patrimonio in pochi mesi. In fondo anche questo rebranding rossonero "Sempre Milan" è nato a proprio a Londra nel dicembre scorso, nell'agenzia DixonBaxi. Sarà sicuramente un caso. Uno dei tanti casi di questi anni bui, molto più neri che rossi.