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Yacine Adli inizia a ragionare da calciatore del Milan. Il centrocampista classe 2000 del Bordeaux, acquistato dai rossoneri per la prossima estate e lasciato in prestito al club francese, ha rilasciato un'intervista a L'Equipe, nella quale ha ripercorso gli ultimi concitati giorni della trattativa. "Non è semplice dover rimanere sempre concentrato, non sapere cosa possa riservarti il futuro. Ho cercato di prepararmi al 100% per essere pronto ad ogni eventualità, ero consapevole che, a prescindere da tutto, avevo una stagione da giocare", ha dichiarato l'ex talento del Paris Saint-Germain.

Adli ha svelato alcuni retroscena sull'affare: "Il trasferimento avrebbe potuto essere più semplice, ma sono rimasto sereno sino alla fine. Con la vecchia proprietà del Bordeaux le contrattazioni avrebbero potuto partire prima, poi è arrivata la nuova dirigenza, è arrivata tardi e con altre priorità da risolvere rispetto al calciomercato. C'erano più vincoli". Sulla chiamata del Milan: "Quando ti chiama un club di questa portata vorresti andarci subito, ma c'erano delle condizioni affinché l'affare andasse in porto. Non sono deluso e anzi sono contento che la vicenda si sia conclusa in questo modo: quest'anno sarà di preparazione per arrivare ancora meglio preparato in Italia, con un altro status".
Adli ha voluto poi precisare di non essere stato lui a frenare un trasferimento immediato al Milan, a cause delle minori garanzie di giocare titolare che a Bordeaux: "E' assolutamente falso. Se ti chiama una società di questa grandezza tu vorresti partire subito. Ovviamente c'è molta competizione, ma quando vuoi giocare ad alto livello devi affrontarla: ero pronto per questo".