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Da sempre la Bari del pallone vive in altalena. I momenti di esaltazione si alternano con precisione svizzera a quelli di depressione. Non ha fatto eccezione nemmeno la settimana della clamorosa vittoria sulla Juventus. Un successo tanto inaspettato quanto cristallino. Un avvio col botto se si considera che da oltre 12 anni i biancorossi non cominciavano il massimo campionato centrando i tre punti. E poi, inutile negarlo, battere la Signora ha sempre un sapore diverso, più intenso, destinato a restare a lungo in bocca. Invece, a Bari la 'libidine' (per dirla con Ventura) è stata macchiata da un mercato concluso inaspettatamente con un nulla di fatto. Si sperava che, cavalcando l'onda dell’affermazione sui bianconeri, al fotofinish arrivasse non solo il difensore richiesto da Ventura, ma, magari, pure una punta che rendesse il reparto avanzato meno Barreto dipendente. La casella arrivi, però, è rimasta priva anche di Rinaudo. Risultato: Ventura non l'ha presa bene, così come la piazza che vede le sue ambizioni in una certa misura ridimensionate.

La rosa biancorossa appare in grado di recitare una parte dignitosa, magari di regalare altre soddisfazioni condite da bel gioco. Tuttavia, proprio la mancanza di qualche alternativa, di peso impone di non spostare, almeno per il momento, il mirino oltre la permanenza. Perché per conquistare la salvezza ci sarà comunque da sudare e soffrire a fronte di una concorrenza che pare più qualificata ed anche ristretta rispetto allo scorso anno, quando il Siena sprofondò ben presto, seguito a ruota da Livorno ed Atalanta, senza dimenticare il rendimento nettamente al di sotto delle attese delle varie Lazio, Fiorentina, Udinese. Allora, il Bari fu eccellente nell'approfittare della situazione per spiccare il volo verso una zona tranquilla (e talvolta anche ambiziosa) della classifica, senza farsi più risucchiare in basso. Ma non è detto che il flop di compagini sulla carta più attrezzate si ripeta anche stavolta.

Perciò, sarà bene inquadrare a dovere la vittoria con la Juventus. Un successo che rappresenta più un tesoretto di punti (a meno di un altro cataclisma non saranno molte le piccole che batteranno Madama) e di fiducia che una spinta verso traguardi al momento proibitivi. Ventura dovrà mantenere lo spirito ammirato alla prima giornata, la mentalità positiva e vincente del suo gruppo. Solo con queste armi il Bari potrà continuare a confrontarsi alla pari con qualsiasi avversaria. Conservando umiltà e concentrazione, unite ad un eccellente impianto di gioco, i galletti saranno in grado di raccogliere turno per turno i punti necessari per essere al riparo dai guai. Se poi Ventura sarà così bravo da porre le basi per un sogno, allora sarà il caso di compiere qualche sforzo in più nel mercato di gennaio. Perché i treni per la gloria vanno presi al volo.