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Urbano Cairo non ci sta. Il presidente del Torino alza la voce contro i torti arbitrali dopo il gol annullato a Berenguer contro l'Udinese: "Fin dall'inizio sono sempre stato a favore del Var - ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport -. L'ho sostenuto, l'ho difeso e ho accettato gli errori iniziali… Ma ora comincio ad avere dei dubbi. Se questo deve essere il modo in cui viene usato, tanto valeva non averlo. Sfido chiunque a non avere i miei dubbi calcolando il numero di errori commessi ai nostri danni. Sono state giocate quattro partite e in due (contro Roma e Udinese, ndr) siamo stati palesemente danneggiati. Il 50 per cento delle partite… Siamo in perfetta media con gli ultimi due anni, dove abbiamo contato 34 gare macchiate da errori arbitrali". 

"Quando hai un arbitro importante e internazionale come Valeri non puoi accettare che commetta un errore da dilettante. Fischiare un fuorigioco, peraltro inesistente, segnalato dal guardalinee senza aspettare la fine dell'azione è un errore grave che non può essere giustificato, perché impedisce il successivo utilizzo del Var. Il gol di Berenguer era regolarissimo anche a occhio nudo. Un errore simile poteva succedere alla prima giornata dello scorso campionato non dopo 42 partite di uso del Var e mille riunioni e spiegazioni sulle procedure. E non lo dico a caso, perché nella prima giornata dello scorso anno a Bologna l'arbitro Massa interruppe il gioco su segnalazione del guardalinee un attimo prima di un gol valido sempre di Berenguer. Anche in quel caso a gioco fermo il Var non fu utilizzabile e ci fu tolta una vittoria sacrosanta. Quel caso fu preso ad esempio proprio per spiegare che in episodi simili va fatta terminare l'azione. Non protestai all'epoca perché pensai che, essendo la prima giornata, potevano esserci errori che avrebbero fatto scuola. Ma se un anno dopo subisco lo stesso trattamento, vuol dire che qualcosa non torna, non va bene. E mi lascia brutte sensazioni…. Lo scorso anno in Chievo-Inter, in una situazione simile, non tenne conto della segnalazione del guardalinee, fece proseguire il gioco e poi convalidò grazie alle immagini il gol segnato sul prosieguo dell'azione. Cos'è? Stavolta ha dimenticato come ci si comporta in quei casi?". 

"Il secondo motivo che fa crescere i miei dubbi è legato all’eccessiva discrezionalità nell'utilizzo del Var. Se si decide se utilizzarlo o no a proprio piacimento non va bene. Io la allargherei a tutti gli episodi dubbi. Arrivo a dire che potrebbe essere concessa anche una chiamata a discrezione dei tecnici delle due squadre in casi che ritengono dubbi. Ma questa è solo una proposta. Basterebbe anche che fosse usata nel modo giusto. Contro la Roma è stato annullato un gol per un fuorigioco minimo. E ci sta. Ma poi davanti a un successivo episodio molto dubbio, che per noi era rigore, su Iago Falque non si è avuta l'accortezza di rivedere le immagini… Due pesi e due misure. Io pensavo che l'introduzione del Var avrebbe reso il campionato più equilibrato e avrebbe garantito maggiormente quelle squadre piccole o medie spesso penalizzate in passato contro le grandi per quella che è stata definita dai media sudditanza psicologica. Ma soprattutto avrebbe evitato gli errori macroscopici, oggi non è così e la partita di ieri a Udine lo dimostra".