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Urbano Cairo prova a tranquillizzare i tifosi del Torino. Il presidente granata ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: "La mia intenzione è di fare una squadra forte, sono molto fiducioso che ci riusciremo e siamo tutti molto attivi affinché questo avvenga. Certo, l'avrei voluto fare prima ma purtroppo i tempi si sono allungati. Faremo le cose che andranno fatte". 

SUL MERCATO - "Intanto è arrivato Radonjic, abbiamo acquistato Pellegri e Ricci, Bayeye è un giovane che ha delle potenzialità. E’ arrivato Lazaro che l’Inter pagò 22 milioni, quindi di certo avrà un grande potenziale. Sicuramente mancano un centrale difensivo, in quanto abbiamo venduto Bremer, e un centrocampista ma qui abbiamo cose che stanno nascendo. Poi manca come minimo un trequartista, ma vediamo... perché se ci saranno opportunità saremo pronti a coglierle. Lo scorso anno, all’ultimo giorno, facemmo tre cose anche di qualità (Brekalo, Praet e Zima, ndr). Io sono d’accordo con il mister Juric quando dice che le cose non si fanno all’ultimo giorno: ha totalmente ragione. Però il mercato è questo, è strano ed è complicatissimo. Ma siamo qui per fare bene e faremo la squadra". 

SU MIRANCHUK - "Purtroppo il calcio è particolare: quando sembra che hai chiuso un calciatore, quando ti sei anche scambiato i moduli, improvvisamente qualcosa accade... Però, vediamo, cerchiamo di sistemare anche questa cosa. Ilkhan è un giocatore di grandi qualità, ma finché non ci saranno le firme non diciamo nulla". 
SULLA LITE TRA JURIC E VAGNATI - "Il calcio è un mondo in cui le emozioni sono elevate a potenza. Quando hai persone come il nostro allenatore e il nostro direttore tecnico che vogliono fare bene, che sono determinati e focalizzati, allora può succedere. Adesso è tutto rientrato, l’importante è fare la squadra e farla bene. Juric è un grande allenatore, di livello altissimo, lui giustamente chiede di avere i rinforzi il prima possibile. Non è che Vagnati non voglia darglieli o io non voglio, si tratta di coniugare una sua esigenza giustissima con la possibilità di farlo in relazione a un mercato molto complicato. Mi piacerebbe davvero accontentare un allenatore come Juric. Oggi il mio dispiacere è che, per motivi pregressi e a causa di un mercato difficile, non sono ancora riuscito a dare a lui quel che avrei voluto. Questo è il più grosso rammarico che ho, ma sono molto fiducioso. Stiamo lavorando per fare in modo che le cose accadano e che accadano velocemente". 

SUI CONTI - "Abbiamo intenzione di investire e di fare una squadra forte, ma in un calcio che deve essere pure sostenibile dal punto di vista economico. Un calcio insostenibile non va lontano. Dal 2013 al 2018 il Torino ha coniugato buoni risultati sportivi con buoni bilanci, poi qualche passo più lungo della gamba che ho fatto e la successiva crisi causata dalla pandemia hanno comportato situazioni economiche non buone. Ora l'importante è cominciare bene in Coppa Italia. Lo scorso anno si è visto un bel Toro, siamo in pista per fare una squadra nuovamente competitiva".