Alessio Cerci, intervistato da Sport Week, attacca i tifosi della Fiorentina: "Sono arrivati i gol, le belle giocate, i voti alti sui giornali. Perfino i cori dei tifosi. Gli stessi che il giorno prima mi insultavano per strada, mentre ero con la ragazza. Mi applaudono adesso. Ma io non dimentico. Sono sicuro dei miei mezzi, anche per questo le offese non le ho mandate giù. Perché ce l’avevano con me? Ancora me lo devono spiegare. Non arrivavano i risultati, la squadra andava male, ma io sembravo l'unico colpevole. ero il capro espiatorio forse perché giovane, forse perché sono di Roma e qui i romani non li possono vedere"

"Mi hanno accusato pure perché mi piacciono le belle auto. Ho una Maserati Gran Turismo, mi davano dell'arrogante di merda. Mai pensato di andare via? Un sacco di volte. Hanno prevalso la forza di volontà e il desiderio di rivincita… Adesso mi prendo i complimenti, ma ci credo poco. Vediamo come queste persone si comporteranno in futuro se le cose dovessero di nuovo girare male. Non avrò mai un rapporto diretto con loro. Anche con gli ultras. Non ci vado sotto la curva, neanche dopo un gol. Mi hanno ferito dentro. E hanno ferito non soltanto me".