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Continassa, abbiamo un problema! E non è Cristiano Ronaldo, anche se una iniziale panchina alla prima di campionato è stata subito venduta come un evidente segnale di divorzio (ps. il portoghese non ha comunicato nessuna intenzione di andare via e non sono arrivate offerte per il suo cartellino. Arrendetevi e smettetela di fare casino). Per giunta, stava per decidere da solo la gara di Udine, se non fosse intervenuto il Var ad annullargli il gol del possibile 3-2 per un fuorigioco minimale, tra l’altro di spalla (si può segnare con la spalla? Non veniva considerata, fino all’altroieri, come un’estensione del braccio? Non è una recriminazione, solo una semplice domanda).

No, il problema vero (e grave) si chiama Szczesny. Ripresentatosi ai blocchi di partenza  nella stessa maniera in cui aveva concluso la stagione precedente: incerto, insicuro, in una parola sola, dannoso. Può capitare la giornata storta, quella in cui non ci sei con la testa e commetti errori sesquipedali in serie, ma questa non ti può capitare già alla prima di campionato. Dove, con le tue papere, riesci da solo a ribaltare un risultato. Perché a Udine la Juventus avrebbe tranquillamente portato via i primi tre punti stagionali se Szczesny non avesse sbagliato tutto quello che poteva sbagliare.  

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Due errori gravissimi e imperdonabili, non da portiere della Juventus. Il fallo da rigore (nettissimo) è scaturito da un precedente tiro da fuori area non trattenuto dal polacco, dopodiché dalla foga del medesimo di andare a riprendere il pallone, travolgendo l’attaccante friulano. Tutto questo con la difesa bianconera già ripiazzata e ben 2 juventini a presidiare la porta. A Mr. "sapone di Polonia" sarebbe bastato allungarsi sul primo palo per coprire l’angolo di tiro ad Arslan, però purtroppo era già entrato in modalità confusione.
Il secondo errore è stato ancora più clamoroso e comico, perché l’estremo difensore juventino è andato volontariamente ad avventurarsi in un dribbling approssimativo sugli attaccanti friuliani, conclusosi nel peggior modo possibile: palla tirata addosso ad Okaka, carambola e Delofeu che la deposita comodamente in rete. Una papera quasi simile Szczesny era riuscita a produrla già la scorsa stagione ad Oporto, in Champions League, regalando il vantaggio ai lusitani. A sei mesi di distanza, c’è ricascato pari pari. Rovinando quanto di buono avevano fatto i compagni fino a quel momento. 

Vero che, nella ripresa, la squadra di Allegri è sembrata meno padrona del gioco rispetto alla prima frazione di gara, però, nonostante una gestione non impeccabile della partita soprattutto da parte del solito centrocampo (il medesimo dell’anno scorso, per giunta con Ramsey ancora adattato a play basso, Bernardeschi né carne né pesce nella sua nuova veste da mezzala, un Bentancur voglioso ma pasticcione e un Danilo spostato ad un certo punto in mezzo e parecchio falloso), la Juventus sembrava comunque in grado di portare a casa la vittoria, costruita nei primi 45’ e legittimata poi da due pali clamorosi. Grazie però alle rocambolesche malefatte di Szczesny ha dovuto accontentarsi del punticino, trovandosi così già a rincorrere in classifica le altre candidate al titolo, a cominciare dai campioni in carica. 

A molti juventini infastidisce assai sentirsi ricordare il mancato acquisto di Donnarumma, ritenendo Szczesny un ottimo portiere, invece a mio parere quello è stato un errore madornale e che, alla lunga, la Juve sconterà se l’attuale numero 1 non uscirà dal suo avvitamento involutivo. Donnarumma costava troppo? Al PSG prende 8 milioni di stipendio, contro i 6.5 esagerati del polacco, cifra che nessun altro club si è offerta di dargli. Vedete un po’ voi. 

Così come si è sbagliato a lasciare andare via Buffon, il quale, seppur coi suoi 42 anni suonati, la scorsa stagione non sbagliò mai un colpo tutte le volte che venne chiamato in causa. "Una presenza ingombrante" si diceva, proprio per Szczesny, che pare ne soffrisse la presenza. Adesso che Gigi non c’è più, cosa turba il portiere polacco da mandarlo nel pallone già all’esordio in campionato? La "pressione" di Perin? O piuttosto una sua evidente mediocrità tecnica, sempre più marcata, al punto da far riaffiorare il fantasma di Van der Saar. Ad una settimana dalla chiusura del mercato, diventa pressoché impossibile sbarazzarsene. Bisogna fidarsi, incrociando le dita. 

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