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Non esistono alternative: o ci adattiamo, oppure fermiamo il campionato di Serie A. Col rischio serio di annullarlo del tutto, con a cascata quelli delle categorie minori. Un’opzione estrema che, al momento, nessuno ha preso in considerazione, nonostante si viva in tempi di Coronavirus e la psicosi collettiva sta producendo più danni del virus stesso. Giusto allertarsi, prevenire, organizzarsi a dovere a livello sanitario e assumendo ciascuno i comportamenti più corretti per scongiurare la pandemia, sbagliato vivere nel panico come se in giro ci fosse la peste bubbonica. Calma e sangue freddo. 

Proprio per questo lo scorso week end non avrei annullato gran parte delle partite in programma, ma le avrei fatte disputare tutte a porte chiuse. Primo, per dare comunque un giusto e calibrato segnale di attenzione su un problema serio come quello del Cov-19 ma non di  paura (perché quello sta passando). Secondo, per evitare di congestionare troppe partite nei prossimi tre mesi, con un calendario già troppo intasato di impegni e scadenze.

Resta quindi da capire come organizzarsi da oggi in poi, e le possibilità non sono tante. Mi pare che, per una volta, in FIGC la pensino come il sottoscritto e si stia andando nella direzione di giocare le prossime gare a porte chiuse. Compresa  Juventus-Inter. E chissenefrega dell’incasso, della cornice di pubblico e tutto il resto: la salute viene prima di tutto. Compresa quella degli stessi giocatori. 
Certo, sarà un Derby d’Italia diverso, anomalo, ma di fronte ad emergenze nazionali come questa è giusto adeguarsi. Volevi andare allo Stadium a spernacchiare Conte? Non ci andrai, sarà per la prossima volta. Volevi stare vicino alla tua squadra nella sfida delle sfide del campionato? Te ne farai una ragione e te la vedrai in tv, come del resto fa già ogni domenica quasi il 90% degli appassionati di calcio. 

Era circolata pure la proposta di giocare la partitissima in campo neutro: e dove? In zone dove il Cov-19 non si ancora manifestato. Già, e se nelle prossime ore si dovesse estendere pure lì, e non è improbabile? Poi, che si fa? Meglio le porte chiuse, datemi retta. Anche perché per organizzare in una sede terza una partita del genere, con tutti i problemi di ordine pubblico inevitabilmente connessi,  si andrebbero ad aggiungere altri  problemi a quelli che il Paese si trova già a dover fronteggiare in queste ore.  Ritengo non sia il momento. 

Porte chiuse, va bene così. Sarà già come giocare in campo neutro, purtroppo. Un vantaggio sicuro per l’Inter, uno svantaggio relativo per la Juventus, abituata ormai da troppi mesi a non poter più poter contare sull’effetto-bolgia dello Stadium. Non penso di  dire una bugia affermando che nelle gare casalinghe manchi, da tempo, il tifo juventino, per motivi noti.  La curva Sud, andata in collisione totale col club, non trascina più il resto dello stadio, e durante le partite (a parte rari momenti)  si sentono solo i cori delle tifoserie ospiti. Con le porte chiuse, stavolta si eviteranno almeno di ascoltare, per 90 e oltre minuti, quelli degli interisti. Tutto sommato, meglio così.