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La due giorni di Champions League si è conclusa nel modo più inaspettato possibile: entrambe le favorite della prima giornata, ossia Inter e Atalanta, che affrontavano rispettivamente Slavia Praga e Dinamo Zagabria, squadre alla vigilia ampiamente considerate alla portata, hanno deluso ottenendo un pareggio in extremis e una sonora sconfitta per 4-0. La caratteristica che accomuna milanesi e bergamaschi è la difesa a tre schierata dai rispettivi tecnici, Antonio Conte e Gian Piero Gasperini, due teorici di questo schieramento che spesso regala grandi soddisfazioni in Italia, ma che in Europa risulta essere eccessivamente penalizzante.

CONTE: DIFESA A TRE INUTILE E SKRINIAR FUORI POSTO - Partiamo proprio dall'Inter: il ritmo e l'intensità sono state le caratteristiche vincenti dei cechi, senza paura e capaci di pressare alti, correndo a tutto campo senza sosta, cosa che nessuna delle avversarie dei nerazzurri in campionato aveva fatto, lasciando sempre libertà ai centrocampisti meneghini di impostare l'azione e gestire l'andamento della gara. Più in generale, è sembrato inutile schierare una difesa con tre centrali di ruolo contro lo Slavia che palesemente ha impostato la partita per agire in contropiede e che non lasciava mai nessun uomo in attacco oltre la linea della palla, ma privilegiava gli inserimenti veloci di Olayinka e Stanciu, mentre  nel contempo Milan Skriniar continua a non apparire a proprio agio in un modulo in cui deve fare il terzo di sinistra. In Europa è forse il caso di optare per altre soluzioni, anche perché in Champions la difesa a tre è spesso dannosa, proprio perché concede all'avversario la superiorità a centrocampo.

GASPERINI: SURCLASSATO NEL RITMO, POCA TECNICA - Stesso discorso, all'ennesima potenza, vale per l'Atalanta: l'esordio da incubo per i bergamaschi in Croazia ha le fattezze dell'abnegazione e del dinamismo atletico dei croati, che hanno letteralmente surclassato dal punto di vista fisico gli uomini di Gasperini, sia perché più in forma visto che hanno cominciato il campionato ormai da più di dieci giornate sia perché capaci di sfruttare le amnesie difensive di interpreti che sia tecnicamente sia dal punto di vista della copertura di squadra hanno dimostrato di non essere all'altezza. Troppi contrasti persi e ritmo estivo per la Dea, che vede già in pericolo le fondamenta di un modulo che in Serie A ha regalato grandi soddisfazioni, ma che per l'Europa sembra non essere adatto. 

@AleDigio89