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Allo Stade Olembé di Yaoundé, ieri sera si giocava l'ottavo di finale di Coppa d'Africa più sentito e atteso, perché il Camerun padrone di casa affrontava la sorpresa Comore. Una partita accompagnata dalle polemiche, per un cambio di protocollo sanitario proprio nelle ore antecedenti alla partita e che hanno impedito ai Celacanti di schierare un portiere di ruolo tra i pali: l'unico disponibile, Ali Ahmada, negativizzatosi al Covid-19 alla vigilia del match e in possesso di tutti i requisiti medici per giocare, si è visto infatti negare l'autorizzazione dalla CAF (la confederazione calcistica africana) in quanto le nuove norme imponevano un periodo di quarantena di 5 giorni. Spianando la strada all'improvvisato Chaker Alhadur.
 

La partita, poi vinta per 2-1 dai Leoni Indomabili, è stata però macchiata dai gravi fatti di cronaca antecedenti al fischio di avvio: all'esterno dello stadio infatti, la calca - creata da un numero imprecisato di persone sprovviste di biglietto e di tampone negativo per accedere - ha creato il panico, con conseguenze tragiche. Secondo le stime ufficiali rese nelle scorse dal ministro camerunese della comunicazione, ci sono 8 vittime confermate (si parla anche di due giovanissimi), 31 feriti in modo non grave e 7 in condizioni serie. Un bilancio purtroppo ancora provvisorio e che ha ovviamente fatto piombare la Coppa d'Africa nel caos e nella tristezza più assoluta.