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Un gol allo Spezia e pazienza se non era indispensabile per vincere. Perché quello che conta per Cristiano Ronaldo non è la sua firma sul 3-0 finale, ma il nuovo traguardo raggiunto. Secondo le statistiche, che gli stanno tanto a cuore, CR7 finalmente ha raggiunto un certo Pelè a quota 767 reti in tutte le competizioni ufficiali e quindi presto lo staccherà per inseguire un altro brasiliano, Romario, che lo precede a quota 772, soltanto cinque gol in più. Già che ci siamo, aggiungiamo che da quando veste la maglia bianconera Ronaldo in due anni e mezzo ha segnato 92 reti in 119 gare, tra campionato e coppe varie, in Italia e in Europa. E come non bastasse tutto ciò, CR7 è l’unico ad avere segnato 20 gol per 12 campionati di fila. Numeri pazzeschi, da record appunto, perché Ronaldo è l’uomo dei record, dei 5 Palloni d’oro e delle 5 Champions vinte con il Manchester United (1) e il Real Madrid (4). 
 
 


Peccato, però, che quando si parla di Palloni d’oro e di Champions la Juventus non c’entri niente. E allora, visto che è stato acquistato da Agnelli soprattutto, se non esclusivamente, per vincere la Champions che nella bacheca della Juventus manca da un quarto di secolo, è lecito chiedersi a che cosa servano in chiave bianconera i suoi record. Più passa il tempo, infatti, più cresce il sospetto che Ronaldo e la Juventus giochino due partite separate, senza riuscire a vincere insieme, almeno in Europa. I record individuali, come dice la storia del calcio, servono soltanto a chi li stabilisce, se non sono al servizio della squadra. E non a caso Ronaldo ha vinto 5 Palloni d’oro quando ha trionfato con il Manchester United e il Real Madrid, grandi squadre capaci di vincere non soltanto in Inghilterra e in Spagna.

Da questo punto di vista, però, non si possono muovere accuse a Ronaldo, perché negli ultimi due anni in cui la Juventus è stata eliminata dalla Champions, molto prima di arrivare in finale, lui i gol li aveva sempre segnati nelle partite decisive, sia all’Ajax, sia al Lione. In entrambe le occasioni, però, mancava Chiellini, il Ronaldo del reparto arretrato, perché i gol segnati poi vanno anche difesi, cosa che la Juventus di Allegri prima e di Sarri poi non è riuscita a fare. E nemmeno la prima Juventus di Pirlo, che è ormai la terza di Ronaldo, sembra invertire questa tendenza. Anzi, la situazione si è aggravata in campionato, dove stasera i bianconeri rischiano di tornare a meno 10 dall’Inter, se la capolista vincerà a Parma. A che cosa sono serviti allora i 20 gol di Ronaldo, capocannoniere davanti a Lukaku, se la Juventus ha perso il primo confronto diretto con l’Inter, si è fatta battere 3-0 in casa dalla Fiorentina, ha sperperato 4 punti pareggiando due volte con il Verona e ha faticato a battere lo Spezia?

In teoria il tempo per una grande rimonta in campionato non manca. E sempre in teoria non sembra impossibile eliminare il Porto, per tornare a inseguire la Champions. I gol di Ronaldo, però, non basteranno nemmeno stavolta, se attorno a lui non crescerà la squadra. Perché i tifosi della Juventus vogliono la torta con la ciliegina e non la ciliegina senza torta. Altrimenti Ronaldo rimarrà nella storia per i suoi record, mentre la Juventus rimarrà nella storia per i suoi successi in Italia, non in Europa.