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Le parole più significative su Danilo Larangeira e sul percorso calcistico del difensore brasiliano, da due anni in Friuli, le ha spese mister Guidolin proprio ieri in conferenza stampa: "Ha confermato in Italia quanto di buono aveva già dimostrato in Brasile. E' cresciuto molto e siamo felici di averlo con noi - sottolinea il tecnico veneto -. Ora è diventato un vero e proprio leader dello spogliatoio, un elemento trainante del gruppo, alla pari di Domizzi e Totò. In una squadra con l'età media estremamente bassa, a 28 anni è già un senatore, una figura molto importante sotto l'aspetto tecnico e comportamentale".

Quante motivazioni danno queste parole?
"Parecchie, il mister sa sempre toccare i tasti giusti. Oltre ad essere un esperto del mestiere e un mago della tattica è anche un gran motivatore. Un tecnico preparato, ma anche una brava persona".

Sei diventato ormai un punto fermo dell'Udinese e sei riconosciuto come uno dei più forti difensori in Italia, quanto ti gratifica tutto questo?
"Non credo di essere uno dei più forti difensori della Serie A e sinceramente non me ne importa molto. Voglio aiutare la mia squadra e i compagni a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi, per ora abbiamo centrato il primo con largo anticipo: la salvezza. Per dare il meglio e per ottenere più vittorie possibili devo essere sempre pronto e concentrato".

Come ti trovi a Udine con la tua famiglia?
"Mi trovo molto bene, è una città ideale per dedicarsi alla nostra professione. La mia famiglia si è integrata presto, i miei figli frequentano una scuola italiana, parlano già correntemente l'italiano come pure mia moglie".

Adesso che avete raggiunto i 40 punti, ammiccate alla terza qualificazione consecutiva in Europa?
"Abbiamo combattuto per conquistare questi punti e ora possiamo concentrarci a cuor più leggero su chi ci sta davanti. Ovviamente affronteremo le gare rimanenti con grande determinazione provando a vincerle tutte fino alla fine del campionato. Tenteremo di conquistare ancora una volta un posto in Europa e a maggio tireremo le somme. Di sicuro la partita contro i giallorossi di Totti rappresenta un crocevia, anche loro vogliono raggiungere il nostro stesso obiettivo".

La difesa negli ultimi anni si è rivelata un reparto di straordinaria importanza per l'Udinese. Le squalifiche e gli infortuni che hanno colpito la retroguardia hanno condizionato questa stagione?
"Assolutamente no. Tutti i ragazzi chiamati in causa hanno ben figurato e nessuna assenza si è fatta sentire. Angella, Heurtaux e Gabriel Silva e Coda, che oggi non gioca più con noi, non hanno mai fatto rimpiangere nessuno. Sono tutti titolari".

Chi è il difensore più forte del mondo secondo te?
"Io non credo esista, forse si può parlare del sistema difensivo più forte del mondo. Sono rimasto affascinato da alcune coppie di centrali insuperabili: Vidic-Rio Ferdinand al Machester United, Lucio-Samuel all'Inter. Grandissimi interpreti del ruolo sono stati anche Nesta e Thiago Silva nel Milan, ma ce ne sono tanti altri".

Qual è l'attaccante più difficile da marcare?
"Cavani senza dubbio, ma anche Vucinic e Lamela sono avversari tostissimi. Non vorrei mai dover marcare Di Natale perché di fronte alla porta non sbaglia mai".