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Calciomercato.com ha chiesto all'Avv. Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei workshop per aspiranti osservatori e agenti dei calciatori (info su www.footballworkshop.it), di spiegare perchè i genitori dei giovani calciatori non devono versare denaro per agevolare la carriera dei loro figli.

Non devono farlo perchè non sono tenuti a pagare alcunché né alle società di calcio né agli agenti dei calciatori né ad altri "addetti ai lavori".

Ricordiamo, ad esempio, che una richiesta di denaro da parte della società in cambio dello svincolo del vostro figlio calciatore è contraria sia all’art. 1, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva che all’art. 39, comma 2, del Regolamento Lega Nazionale Dilettanti, secondo il quale “sono vietati e nulli ad ogni effetto e comportano la segnalazione delle parti contraenti alla procura federale per i provvedimenti di competenza, gli accordi e le convenzioni scritte e verbali di carattere economico fra società e calciatori non professionisti e giovani dilettanti, nonché quelli che siano comunque in contrasto con le disposizioni federali e quelle delle presenti norme”.
Soldi ai dirigenti che, solo in cambio di denaro, acconsentono a svincolare un giovane calciatore non vanno assolutamente versati così come nessun compenso deve essere riconosciuto agli agenti dei calciatori che promettono provini in grandi club o che semplicemente si "offrono" per assistere i piccoli calciatori ancora non professionisti in pseudo trattative di mercato.

Deve essere ben chiaro che un giovane calciatore non professionista non può essere assistito a titolo oneroso. Chi vuole assistere un giovane calciatore deve investire sul calciatore senza pretendere un compenso in denaro. L'agente che punta su un giovane calciatore assume un rischio simile a quello dell'imprenditore che investe su un progetto aziendale. Il bravo talent scout deve, infatti, saper capire se il giovane calciatore sia o meno un calciatore di prospettiva, ma non deve lucrare sulle ingenue speranze dei genitori dello stesso.

E' pleonastico, infine, aggiungere che i genitori non devono mettere mano al portafoglio neppure per "suggerire" al mister o al dirigente di turno la convocazione in campionato del proprio figlio calciatore.