68
Dusan Vlahovic è il nome più caldo di questo finale di calciomercato invernale con la Juventus che sta facendo di tutto per strapparlo alla Fiorentina. Per raccontarlo la Gazzetta dello Sport ha intervistato Ivica Iliev, ex attaccante di Messina e Genoa, attuale direttore sportivo del Partizan Belgrado da cui, nel 2016, partì Vlahovic in direzione Firenze. 

L'AFFARE - "Non sono stato contento di come se ne sia andato, con un altro anno a Belgrado l'avremmo venduto meglio. Darlo via per 1,5 milioni era poco, ma il club aveva bisogno dei soldi subito, per non fallire".

DUSAN - "Debuttò in prima squadra quasi 6 mesi dopo che io ero diventato d.s. ed era già un fenomeno. Non scherzo. Il mio miglior giocatore di sempre. Era fortissimo; con Tomic, il tecnico, decidemmo di portarlo subito in prima squadra. Si vedeva dove sarebbe arrivato, anche per il fisico già sviluppato, le qualità tecniche, la testa sempre sulle spalle. Non si spaventò nemmeno nel derby a 16 anni. Carattere incredibile, volontà che ci metteva e ci mette. Non aveva e non ha distrazioni, pensa solo al calcio, a migliorare e diventare più bravo, non si lamenta mai, non si ferma mai. Non si perdeva un allenamento, pure a 16 anni e anche nei giorni liberi andava da solo ad allenarsi, o dopo le sessioni si fermava a tirare da varie posizioni. Anche perché la famiglia viveva vicino allo Zemun, il nostro centro sportivo".
IL CONFRONTO - "Ora posso dire che se Haaland fisicamente è più forte di Dusan, come tecnica Vlahovic è migliore: nell'1 contro 1 per esempio. E poi Dusan è poliedrico, lo puoi usare pure come seconda punta, può svariare, mentre Haaland è solo centravanti. Ma hanno lo stesso carattere e la volontà di sfondare. Dusan sarà uno dei più grandi attaccanti del mondo, a 21 anni è già capocannoniere in Italia e in A non è facile segnare. Da voi la tattica e le difese sono più studiate ed evolute. Dusan è un vero attaccante, può segnare in ogni modo, anche ad occhi chiusi, riconosce e sente la porta come pochi. Un predatore, ha tanta fame, non si ferma mai, se ne fa 4 vuole fare pure il quinto. Pure in allenamento era una furia. Questo fa la differenza fra i bravi e i campioni".

LA JUVE - "Dusan in Italia sta bene per il suo tipo di gioco, in un gran club di A sarebbe il massimo. Può giocare con Dybala o all’Arsenal. Con le sue qualità tecniche e fisiche può giocare ovunque. Poi la Juve è bianconera come il Partizan... È il più importante club italiano, un centravanti come lui vale oltre 70 milioni, ti risolve i problemi per 10 anni. Ora gli consiglierei l’Italia che già conosce, dove può crescere e non perdere tempo ad ambientarsi".