Commenta per primo
Questa settimana, per la rubrica Fiorentina Amore Mio il settimanale Il Brivido sportivo ha intervistato in esclusiva Stefano Carobbi, indimenticato difensore viola a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, con quasi 180 presenze con la maglia della Fiorentina.
Stefano Carobbi, partiamo dalla finale di Coppa Italia conquistata.
«Sono contento che ci sia capitato il Napoli, verrà fuori una sfida affascinante. La Fiorentina, dopo tanto tempo, torna in una finale e si batterà per un trofeo. E’ una cosa importantissima esserci, anche se la Coppa Italia è stata spesso snobbata da tutti. Non la trovo giusta questa cosa, bisogna assolutamente le sia ridato lustro».
La sfida con il Napoli sembra totale da qui alla fine della stagione anche in chiave 3° posto, nonostante il distacco sia ora di 6 punti. E’ d’accordo?
«Si, è una delle componenti principali della stagione. Il Napoli ha attraversato un periodo no, ma la Fiorentina purtroppo non ne ha sfruttato i passi falsi. Adesso ha ritrovato un po’ di entusiasmo, anche se la squadra di Montella è sempre lì al 4° posto. Sarà una sfida entusiasmante».
La Fiorentina sta giocando ogni tre giorni. Come si gestiscono questi tour de force a livello fisico e psicologico? 
«Si gestiscono con l’entusiasmo. Si spera sempre di vincere e di evitare le sconfitte, perché le vittorie portano energie positive, sia dal punto di vista fisico che mentale. La Fiorentina sta facendo una grande stagione e deve continuare sulla spinta emotiva che lei può dare anche la sua gente».
Sorpreso dalla crescita così repentina di Neto?
«Non sono rimasto sorpreso dalle sue qualità, che è un ottimo portiere lo si intuiva. Piuttosto sono rimasto sorpreso dalla sua reazione nel momento in cui era sotto il tiro della critica e dalla fermezza con cui lo ha difeso la società. Devo fare davvero i complimenti, perché il merito della sua crescita è di tutti».
Mario Gomez sta tornando a tempo pieno. Cosa si aspetta da lui?
«Mi aspetto che faccia il top player.  Deve fare quello per cui è stato preso, ovvero fare la differenza. Avere uno come lui a mezzo servizio non serve a niente, ma sono fiducioso perché l’ho visto molto partecipe con il resto del gruppo. Credo che da qui in avanti ci darà una grossa mano». 
Sono mesi decisivi anche per Giuseppe Rossi. Prima per la finale di Coppa Italia, poi per il Mondiale
«Se lui starà bene sarà protagonista a Roma ed in Brasile, non c’è dubbio. Io però vorrei avere garanzie e lo vorrei centellinare prima di mandarlo in campo in impegni così probanti. Deve essere al centocinquanta per cento per andare al Mondiale. Deve fare un finale di campionato strepitoso e  avere la testa libera. Questo è un patrimonio della Fiorentina e della Nazionale, non deve essere sprecato».