Se nasci e cresci in Brasile, se sei attaccante, se con il pallone tra i piedi ci sai fare come pochi altri, se Madre Natura ti ha regalato un talento smisurato, non puoi essere esente dai paragoni. Li devi accettare, ci devi convivere. Devi trovare la forza di emergere, consapevole che ci sarà sempre qualcuno che ti metterà a confronto con chi, nel calcio, è riuscito a sfondare. Lo sa bene Gabriel Jesus, al quale nell'ultimo anno gli sono state affibbiate le etichette di nuovo Ronaldo e di nuovo Nemyar, che non gli hanno impedito però di diventare uno dei migliori esponenti del joga bonito verdeoro, uno dei giocatori più promettenti del Sud America.

SI FA SUL SERIO - Un fenomeno vero, strappato dal Manchester City a Inter e Barcellona per una cifra vicina ai 32 milioni di euro (commissioni escluse), sulle orme del vero Fenomeno, il primo e fin ad ora l'unico. Gabriel Jesus negli ultimi mesi ha riportato il Palmeiras sul trono del Brasile e del Brasile è diventato il nuovo 9, dopo gli anni bui di Jo, Ricardo Oliveira e Fred. Tutto questo a soli 19 anni. Adesso però arriva il difficile, il gioco diventa più complicato. Da domani inizia ufficialmente la nuova avventura con la maglia (numero 33) del Manchester City, si cambia livello. 
TOCCA A LUI - La chance in Europa, tanto sognata e immaginata quando era bambino, è arrivata. Ma non sarà semplice, nemmeno con la sempre presente mamma Vera Lucia accanto. Gabriel Jesus non avrà il tempo di adattarsi, dovrà dimostrare fin da subito di essere un giocatore da Manchester City, di fare la differenza in Premier League, il campionato più difficile e complicato del mondo, così come la faceva in patria. L'impatto dovrà essere devastante. Solo così dimostrerà di essere un campione, solo così potrà meritarsi l'etichetta di nuovo Ronaldo