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All'indomani del traguardo delle 200 partite in Serie A, toccato nel derby di mercoledì contro la Sampdoria, il capitano del Genoa Mimmo Criscito è tornato a parlare dell'episodio più brutto della sua vita non solo sportiva: l'inchiesta per calcioscommesse che gli costò la convocazione ad Euro 2012.

Una vicenda dalla quale Criscito risultò assolutamente estraneo e che lui ha ripercorso ai microfoni di Sky Sport: "Mi è entrata la polizia in camera a Coverciano perchè ero indagato per calcioscomesse ed è stato il periodo più delicato della mia carriera. Ho avuto la fortuna di avere una moglie straordinaria, così come i miei genitori e i miei amici che mi sono stati vicini dato che stavo subendo un’ingiustizia. Sono momenti che però aiutano a crescere. In quel periodo i giornali, specialmente Tuttosport, mi attaccavano su cose anche non vere. Hanno detto che io ero in coda per prendere il biglietto per il derby di Genova e invece ero a Torino ad allenarmi".

Una vicenda dolorosa che rischiò di compromettere la sua carriera e che contestualmente lanciò quella di un suo compagno dell'epoca: "Chiellini giocava terzino sinistro e da quell’episodio Ranieri lo ha messo centrale quindi mi deve ringraziare. Chiello è uno di quelli da prendere come esempio, non sbaglia nulla dentro e fuori dal campo, voto 10 per lui, non c’è cattiveria in quello che fa".