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La rosa del Genoa non è da lotta per la salvezza. A poche ore dall'acquisizione della permanenza in A il presidente e patron del club rossoblu, Enrico Preziosi, ha rilasciato questa pubblica dichiarazione. Segnata da una nota di rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Nello specifico, un campionato con meno patemi. Punti di vista che qui non interessa discutere. Altro di rilevante c'è da mettere a fuoco riguardo al Genoa. E il vero punto d'interesse sta nella domanda che noi di Calciomercato.com poniamo ciclicamente: come mai il bilancio della società rossoblu è perennemente in condizioni da salvezza ai tempi supplementari? È successo anche con l'esercizio chiuso in data 31 dicembre 2019 e francamente dubitiamo che i bookmaker quotassero l'eventualità, dato che ormai la formula del bilancio annuale di 13 mesi è prassi consolidata. Ma metterla sul piano del mero ripetersi degli eventi sarebbe fuorviante, poiché i dati dell'ultimo documento di bilancio raccontano qualcosa di più. Dicono di una società che continua a viaggiare sul filo nonostante la realizzazione di plusvalenze e ricavi da calciomercato come non se ne era mai visti. E che soltanto grazie alla generosità della Fiorentina, disposta a acquisire un calciatore rotto che non avrebbe messo piede in campo durante questa stagione se non fosse stato per il blocco forzato causa Covid-19, è stato possibile riportare in linea di galleggiamento il bilancio da presentare in assemblea degli azionisti. Il documento racconta anche della grande generosità mostrata da molte società del nostro calcio nei confronti di quella capitanata da Preziosi. Ma andiamo nel dettaglio.

Il Codice Civile come un ritornello – Dopo cinque esercizi chiusi in rosso il bilancio al 31 dicembre 2019 si chiude in attivo. Non succedeva dal 2013 e a dirla tutta è soltanto la seconda volta dal 2003. L'ultimo attivo si era attestato a 381.602 euro. Stavolta invece si va su ben altre cifre: 10.230.834 euro. Il che farebbe pensare a una netta inversione di tendenza nello stato di salute e nella gestione di Genoa Cricket and Athletic Club SpA. E invece basta spostare la lettura appena una riga sotto il dato di chiusura dell'esercizio annuale per scoprire tutt'altra realtà: il patrimonio netto è negativo per 5.471.714 euro. Un dato che non raggiunge il livello monstre fatto registrare al termine dell'esercizio precedente (-15.702.548 euro), ma che pone comunque la società in regime da articolo 2447 del Codice Civile, ossia “riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale”. È la terza volta consecutiva che succede, ma se si allarga la valutazione a tutte le volte che la società rossoblu è incappata anche nelle condizioni previste dall'articolo numericamente precedente del Codice Civile, il 2446 (riduzione di oltre un terzo del capitale sociale in conseguenza di perdite), viene fuori un filotto che parte dall'esercizio 2006 e non conosce stop. In entrambi i casi il codice civile comanda una convocazione immediata dell'assemblea dei soci per comunicazioni e relative decisioni. Ma a questo punto scattano le condizioni che permettono di aggiustare il bilancio durante quello che per consuetudine è diventato per il Genoa il 13° mese di esercizio.

Fra la data di chiusura del bilancio e la celebrazione dell'assemblea ordinaria (che viene tenuta fra i mesi di aprile e maggio) trascorrono dai quattro ai cinque mesi. Ma soprattutto c'è il mese di gennaio, con la finestra invernale di calciomercato. E durante quel passaggio, altrettanto regolarmente, vengono realizzate le plusvalenze che permettono di rimettere in linea di galleggiamento i conti genoani. Il dato viene aggiunto al testo della nota integrativa al bilancio e il problema viene risolto. Quando i conti vengono presentati ai soci in assemblea annuale l'emergenza è scomparsa. Magari si ripresenterà alla fine del periodo d'esercizio, ma intanto il documento può essere approvato dall'assemblea.

La plusvalenza che per quest'anno ha garantito ai conti del Genoa di essere presentabili in assemblea è stata realizzata grazie alla Fiorentina. Che acquisendo durante il mercato di gennaio l'attaccante Christian Kouamé ha consentito alla società di Enrico Preziosi di realizzare un attivo da 6,85 milioni di euro.


Da notare che nel momento in cui la Fiorentina decideva di acquisirlo, il giocatore era gravemente infortunato. E i suoi tempi di recupero non avrebbero permesso di schierarlo entro la conclusione della stagione agonistica 2019-20, qualora essa fosse terminata alla scadenza naturale. Poi la sospensione causa Covid-19 ha sparigliato tutto, tempistiche comprese, e ciò ha permesso all'attaccante all'attaccante ivoriano di esordire in maglia viola lo scorso 8 luglio (Fiorentina-Cagliari 0-0), cioè in un periodo che di norma coincide con la vigilia del ritiro pre-campionato. Un gesto di grande generosità da parte della società viola. Che però è in ottima compagnia.

Se 96 milioni di euro non bastano – Il dato che fa più impressione, nel documento di bilancio chiuso il 31 dicembre 2019, viene dalla somma degli attivi che genericamente possiamo definire “da calciomercato”. Dunque non soltanto le plusvalenze da cessione dei diritti sulle prestazioni di calciatori, ma anche i premi di valorizzazione e rendimento e i ricavi da cessione temporanea di prestazioni (cioè i prestiti onerosi). Due di queste voci fanno registrare il proprio massimo nella storia del Genoa sotto la gestione Preziosi, mentre la terza è comunque in rialzo rispetto all'esercizio precedente.


Durante l'anno solare 2019 le plusvalenze da cessione di diritti alle prestazioni hanno fatto segnare la cifra più alta di sempre: 79.648.829 euro. Il precedente picco si era registrato coi 62.162.093 euro del bilancio chiuso il 31 dicembre 2013, e inoltre il confronto col bilancio al 31 dicembre 2018 (plusvalenze per 48.927.966 euro) dice che il dato è cresciuto del 61,4%. Altro dato massimo viene toccato con i premi di valorizzazione e rendimento: ben 13,645 milioni di euro, quasi il doppio rispetto alla cifra dell'esercizio precedente (7,09 milioni di euro) che a sua volta era già un record. E poi ci sono i ricavi da cessione temporanea che toccano quota 2,855 milioni di euro. Non un massimo storico (segnato con gli 8.927.951 euro del bilancio chiuso il 31 dicembre 2012) ma comunque il 64% in più rispetto agli 1.827.550 euro dell'anno prima. Il totale dell'utile da calciomercato ammonta dunque a 96.148.829 euro. Ma nonostante l'attivo da quasi 100 milioni di euro portato a casa nell'anno solare 2019 attraverso le operazioni di player trading, il Genoa chiude l'esercizio sotto la lente dell'articolo 2447 del Codice Civile e deve ricorrere alle plusvalenze del 13° mese per presentare conti in ordine all'assemblea dei soci. Ciascuno giudichi da sé la situazione e le prospettive.

C'è un altro aspetto degno d'interesse, nel bilancio annuale del Genoa al 31 dicembre 2019: la straordinaria generosità delle società calcistiche italiane verso il club di Enrico Preziosi. Una specie di soccorso rossoblu. Abbiamo citato l'esempio della Fiorentina, ma la società viola è solo parte della lista. Che vede Inter, Juventus e Milan in prima linea.


Difficile dire quale delle tre si mostri più generosa verso il Genoa, è una gara allo spasimo. Cominciamo con la Juventus, che regala una grassa plusvalenza per l'acquisizione di Cristian Romero: 24.668.753 euro. Non basta: il calciatore viene lasciato a Genova. Non è ancora tutto: per lui la società bianconera paga altri 2 milioni di euro a titolo di premio di rendimento.


Ma lungo la rotta Juventus-Genoa non è ancora tutto, poiché la società bianconera consente a quella rossoblu di realizzare un'altra plusvalenza da 3,85 milioni di euro grazie all'acquisizione di Luca Zanimacchia (spedito a giocare nell'Under 23), e spende ancora in premi di rendimento e valorizzazione per Mattia Perin (2 milioni) e Andrea Favilli (1 milione). Detto della Juventus, non crediate che l'Inter sia tanto da meno. Le cifre non sono paragonabili, ma se possibile i giri sono anche più tortuosi. Per esempio, guardate il caso di Eddie Salcedo, interista da due stagioni senza aver mai giocato con la prima squadra nerazzurra: il ragazzo ha fruttato al Genoa una plusvalenza da 7.840.909 euro, più un premio di valorizzazione da 2 milioni di euro più un ricavo da cessione temporanea da 1 milione di euro.


La società nerazzurra ha fruttato al Genoa un'altra plusvalenza da 4.666.667 euro esercitando la recompra per Ionut Radu (ma lasciandolo a Genova e poi spedendolo a Parma durante lo scorso mercato invernale) e ha aggiunto la mancia da 750 mila euro per la cessione temporanea di Laurens Serpe, nel frattempo tornato in rossoblu. E il Milan? Due soli dati, ma notevoli. Il primo riguarda l'acquisizione di Krzystof Piatek, che è stata la plusvalenza (da 28.887.500 euro) del 13° mese grazie alla quale un anno fa è stato possibile rimettere in linea di galleggiamento i conti venuti fuori dal bilancio al 31 dicembre 2018. Il secondo è meraviglioso: 4 milioni come premio di rendimento per Diego Laxalt. No comment.

E tuttavia le tabelle pubblicate riferiscono che vi sono molti altri amici per il Genoa. Il Sassuolo, che prende dalla Primavera genoana il portiere Alessandro Russo e lo paga 7 milioni di euro, con plusvalenza da 6,996 milioni. Il Napoli che spende 750 mila euro (con plusvalenza da 738 mila euro) per Franco Ferrari, un calciatore da mandare a giocare in Serie C al Bari. E poi (guarda un po' chi si rivede), il Chievo. Che permette al club di Preziosi una plusvalenza da 2 milioni di euro con l'acquisizione del centrocampista Nuno Pina Nunes, che nella stagione appena conclusa è stato prestato in Portogallo al Belenenses . E poi c'è stato il prestito oneroso di András Schäfer, centrocampista ungherese. Arrivato a Verona nell'estate 2019 e rimandato a Genova a gennaio 2020, il giocatore ha trascorso la restante parte della stagione con gli slovacchi del Dunajska Streda. Costo del disturbo per il Chievo: 400 mila euro, che sommati a 2 milioni di Pina Nunes fanno 2,4 milioni di euro.

Con la lista degli amici genoani possiamo chiudere qui. Per quanto riguarda invece la società di Enrico Preziosi, ci sarebbe ancora una cosa da raccontare. Magari ce ne occuperemo domani.

@pippoevai