105

La sconfitta per 3-1 contro il Sassuolo certifica la crisi dell'Inter: un punto in tre partite contro Empoli, Torino e gli emiliani, sono troppo pochi per una società che vuole fare ritorno in Champions League. Le prime prestazioni convincenti sotto la guida di Mancini avevano illuso i tifosi nerazzurri, ma i problemi della squadra palesati sotto la guida dell'ex Mazzarri sono ritornati a galla.

MODULO IN DISCUSSIONE - 4-2-3-1: questo il diktat imposto alla società da Mancini. Ausilio in questa finestra di mercato ha provato ad accontentare le richieste del tecnico, acquistando Podoloski, Shaqiri e Brozovic, ma l'innesto degli ex Byern Monaco e Arsenal non sembra aver prodotto i risultati sperati. Manovra lenta, mai verticale, prevedibile che produce tanto possesso palla e nulla più, anche a causa delle mancanza di un costruttore di gioco da schierare davanti alla difesa. Proprio gli esterni, che avrebbero dovuto contribuire a dare imprevedibilità, stanno mettendo in difficoltà l'assetto dei nerazzurri, faticando a supportare la prima punta e non aiutando la retroguardia nel momento in cui devono partecipare alla fase difensiva.

SCARSA FORMA - Sotto accusa anche la preparaziona atletica della squadra. Alcuni uomini chiave (Podolski, Palacio, Medel) sembrano accusare una scarsa condizione fisica. I tanti infortuni capitati nelle ultime gare (Campagnaro, D'Ambrosio, Ranocchia, Nagatomo e il lungodegente Jonathan) ai difensori, rappresentano indubbiamente un alibi, ma qualcosa a livello di preparazione va indubbiamente rivisto.

NERVOSISMO - Il battibecco tra Vidic e Mancini al momento del cambio e il duro confronto di Icardi e Guarin con i tifosi nerazzurri certificano un certo nervosismo all'interno della rosa, alimentato indubbiamente dalla crisi di risultati. Il tecnico, dotato di grande esperienza, dovrà cercare di ricompattare il gruppo se vuole raddrizzare una stagione partita male e che non sembra volersi raddrizzare.

PRIMO BILANCIO -  Dopo poco più di due mesi dall'insediamento di Mancini sulla panchina nerazzurra è tempo di fare un primo bilancio. Sono solo due le vittorie in 11 partite di campionato, alle quali vanno aggiunti i successi contro il Qarabag in Europa League e contro la Sampdoria in Tim Cup. La costante dal derby giocato il 23 novembre in poi è stato il massiccio possesso palla, che ha toccato punte del 70 % come in occasione della partita odierna, possesso palla che troppo spesso si è dimostrato un'arma a doppio taglio. Proprio la ricerca del fraseggio prolungato, quando l'Inter è stata chiamata a fare la partita, ha consentito agli avversari di chiudersi per poi ripartire in contropiede, attaggiamento che nelle ultime tre partite ha fruttato la miseria di 6 tiri in porta. Troppo pochi per chi è costretto a rincorrere la qualificazione in Champions League.