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Staccata di tre punti dalla Juve e di cinque dall’Inter capolista, la Lazio è teoricamente nelle condizioni di lottare per lo scudetto e anche di prenderselo. Ma Inzaghi può davvero riuscire in un’impresa del genere, che per certi versi rimanderebbe con la memoria al mitico Leicester di Ranieri, oppure è solo di una suggestione del momento?

Premettendo che si tratterebbe di un’impresa eccezionale, ai confini dell’immaginabile, sono almeno cinque i motivi a rendere ipotizzabile la conquista dello scudetto da parte della Lazio. Eccoli.

1 IL TALENTO - La Lazio ha una quantità di piedi buoni di cui forse nessuno dispone: Luis Alberto, Milinkovic e Correa, con l’aggiunta dei muscoli di Leiva, compongono un centrocampo straordinario. In aggiunta a questi c’è Immobile che - al di là del rigore fallito con la Juve - continua a essere nettamente il migliore goleador del campionato, un animale da gol.

2 LA LEGGEREZZA MENTALE - Lotito pretende un posto nella prossima Champions, ma non si è mai sognato di chiedere lo scudetto (ci mancherebbe altro) benché abbia inserito nell’accordo con lo spogliatoio un premio anche per questo obiettivo. La Lazio, insomma, potrà giocare con relativa serenità, soprattutto se riuscirà a mettere al sicuro entro tempi ragionevoli almeno il quarto posto.

3 L’EQUILIBRIO TATTICO - Per la prima volta da quando c’è Inzaghi in panchina, la Lazio unisce alla grande capacità offensiva (36 gol segnati, secondo attacco a meno uno dall’Atalanta) una notevole solidità difensiva (15 gol incassati, seconda retroguardia a meno due dall’Inter). La differenza reti è la migliore del campionato: + 21. Le altre sono staccate e qualcuna anche parecchio: Inter +18, Juve +11, Cagliari +12, Roma +11, Atalanta +14 (in ordine di classifica).

4 LA PERSONALITA’ - La Lazio in campionato non vinceva a San Siro contro il Milan da 30 anni e a Roma contro la Juve da 16. E’ pronta, insomma, a confrontarsi con le grandi e a sfatare ogni tabù. Un segnale di autorevolezza e di solidità mentale, qualità che in passato spesso sono venute meno.

5 L’ELIMINAZIONE EUROPEA - Tutto questo rischia di essere messo in discussione dalla scarsa qualità delle alternative a disposizione di Inzaghi: a parte rarissime eccezioni (Caicedo, Parolo, magari Cataldi), la Lazio non ha rincalzi affidabili. Ma tale problema, effettivamente rilevante, potrebbe diventare meno condizionante a cominciare da giovedì: nel caso in cui, com’è quasi certo, i biancocelesti dovessero essere eliminati dall’Europa League, giocherebbero da qui alla fine della stagione appena 23 partite (più la Coppa Italia). E allora, se la salute assiste i campioni che Inzaghi ha, la fatica potrebbe essere gestita. Mentre Juve, Inter, Roma e Atalanta avranno (forse tutte quante) gli impegni europei a incidere sulle gambe e sulla testa dei loro calciatori.

@steagresti


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