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    Intermania: Tomori espulso e Barella no, ecco quando gli arbitri tollerano il 'vaffa'

    Intermania: Tomori espulso e Barella no, ecco quando gli arbitri tollerano il 'vaffa'

    • Cristian Giudici
    Conto alla rovescia. Mancano ancora undici giorni a Inter-Milan, ma la sosta per le nazionali non impedisce di respirare già aria di derby. Le prime polemiche arrivano dai rossoneri, che dovranno fare a meno dello squalificato Tomori (espulso per doppia ammonizione a Roma) e puntano il dito contro Barella. Dopo aver ricevuto un pestone da Arthur, il centrocampista nerazzurro se l'è presa con l'arbitro per la mancata ammonizione del brasiliano della Fiorentina. E a fine primo tempo, dopo essere stato ammonito per proteste, ha mandato a quel paese Marchetti. Il quale non ha né visto, né sentito. Oppure ha fatto finta di non vedere e di non sentire. 

    STESSO METRO - A questo punto la domanda sorge spontanea: l'arbitro ha fatto bene o ha fatto male? A mio modo di vedere ha fatto bene. Perché gli arbitri tendono a comprendere la frustrazione dei calciatori e tollerano di prendersi qualche "vaffa": non faccia a faccia, ma quando i giocatori si allontanano da loro. Come ha fatto Barella e come, nella stessa giornata di campionato, ha fatto un altro nazionale azzurro ammonito per proteste: Zaccagni in Napoli-Lazio con Colombo. Giusto o sbagliato, l'importante è che il metro di giudizio sia sempre lo stesso. Proprio come è successo nei casi di Barella e Zaccagni: due cartellini gialli possono bastare. 
     

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