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E' auspicabile per la Juve che questa stretta di mano fra Conte e Marotta si rinnovi e sancisca presto il prolungamento del contratto del tecnico, in scadenza il 30 giugno 2015.

Per la serie UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici), la società campione d'Italia e  lanciatissima verso il terzo consecutivo scopre che esiste una questione allenatore. Addirittura, alcune veline di Palazzo, prontamente propalate, parlano di ultimatum dettato dal club. Venti giorni per decidere: o dentro o fuori. Roba da matti.

Come se bisognasse mettere fretta all'uomo che nell'estate 2011 prese una squadra a pezzi, trovando solo macerie, due settimi posti, le coppe da guardare in tv e in tre anni l'ha riportata a dominare il calcio italiano con una superiorità schiacciante.

Conte chiede rinforzi per ritentare l'assalto alla Champions League e chiede rinforzi di alta qualità. Ha ragione. Le ultime due esperienze nel massimo torneo continentale hanno dimostrato come, per arrivare almeno alle semifinali, sia indispensabile disporre di un organico qualititativamente elevato.

Questa Juve schiaccia i sassi in serie A, ma in Coppa dei Campioni no. E l'esigenza di rafforzare la rosa rimarrebbe impellente, quand'anche vincesse l'Europa League, un trofeo molto più prestigioso di quanto alcune provinciali scuole di pensiero italiote sostengano.
Conte lo sa così bene da subordinare i progetti futuri all'accoglimento delle sue richieste. Il tecnico ha il pregio di parlare chiaro. La Juve è un bivio.

In questi anni, Marotta e Paratici hanno piazzato colpi da manuale: un irrisorio indennizzo pagato al Manchester United per Pogba che oggi vale almeno 80 milioni di euro; Pirlo a parametro zero; Llorente a parametro zero; Barzagli pagato solo 350 mila euro al Wolfsburg; Tevez pagato circa 9 milioni di euro quando oggi ne vale 22.

La Juve 2014-2015 ha bisogno di un grande difensore, un grande centrocampista e un grande attaccante. Il perno del mercato sarà Pogba e la decisione che verrà presa sulmsuo futuro condizionerà fatalmente ogni mossa della sessione estiva. Ma Conte non può e non deve essere messo in discussione. Farlo, significa scherzare con il fuoco. Perderlo, sarebbe un suicidio. 

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com