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La Juventus ha completato l'aumento di capitale lanciato a inizio dicembre scorso. Tutte le azioni sono state sottoscritte. In dettaglio, comunica la società, risultano sottoscritte 322.485.328 azioni, pari al 100% del quantitativo offerto nell'ambito dell''aumento per un controvalore complessivo pari a 299.911.355,04 euro, ossia 300 milioni.

L'azionista di maggioranza Exor, cioè la famiglia Agnelli, ha sottoscritto e versato integralmente la quota di propria spettanza dell'aumento di  capitale (pari al 63,8% del capitale sociale di Juventus), per un importo complessivo di circa 191,2 milioni di euro, mentre il mercato ha coperto i restanti 110 milioni circa.

Il titolo ha chiuso la prima seduta di Borsa dell'anno con un +2%, mentre negli  ultimi 12 mesi ha guadagnato il 27%. A Piazza Affari la società vale 1,65 miliardi di euro.

La ricapitalizzazione, come dichiarato apertamente dal club ha “l’obiettivo fondamentale di attuare un modello di sviluppo sostenibile che consenta di mantenere standard elevati di risultati sportivi, senza pregiudicare l’equilibrio economico e finanziario della società”.

Del resto già in sede di presentazione del Piano Industriale al 2024 Andrea Agnelli aveva sottolineato come uno degli obiettivi fondamentali sia il rafforzamento patrimoniale.

Resosi necessario dopo gli ultimi bilanci che hanno visto si aumentare i ricavi fino a 600 milioni di euro, ma hanno anche evidenziato un aumento del debito significativo, passato dai 309,8 milioni del giugno 2018 ai 463,6 dello stesso periodo del 2019, poi salito a 573,9 milioni al 30 settembre.

Inoltre, al rosso di bilancio di 39,9 degli ultimi conti, se ne aggiungeranno almeno altri due nel futuro, già messi in preventivo dal club.

Del resto nel prospetto allegato all'aumento di capitale la Juventus sottolineava che l'operazione si è resa necessaria per 'una situazione di tensione finanziaria' perché il club non dispone «di capitale circolante sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno finanziario complessivo», stimato «in 148 milioni di euro», per i prossimi 12 mesi.

Dei 300 milioni di aumento di capitale, perciò, la metà servirà a rimborsare debiti, il resto allo sviluppo del club. 

Il colpo Kulusevski attingerà probabilmente a parte delle risorse messe in cascina dalla dirigenza con l'operazione appena conclusa. Però il monito sull'indebitamento finanziario resta alto e i ricavi in aumento per il momento non sono stati sufficienti a smorzarne l'impennata. 

Aumentare la visibilità internazionale, come dichiarato dal club, sarà fondamentale per i bianconeri. Per Paratici, però, sarà altrettanto importante iniziare a vendere per alleggerire la struttura dei costi.

E vendere bene, probabilmente già a partire da oggi