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La peggiore Juve della stagione - una delle peggiori di sempre - perde a Oporto (2-1) e mette a serio rischio il passaggio ai quarti di Champions League, nonostante l’avversario fosse stato giudicato - a torto - tra i più comodi. Il gol di Chiesa la tiene in vita, ma ripetendo la prestazione di ieri sera, l’eliminazione è certa, quasi scontata. Soprattutto giusta. Lamentarsi per il rigore netto, un fallo subìto da Ronaldo da parte di Sanusi al 93’, non è sbagliato, ma inutile. Il signor del Cerro Grande è un arbitrino neppure della peggiore specie, ma non deve essere stato assistito neppure dal Var se, all’ultimo secondo del recupero, ancora confabulava con gli assistenti davanti al video. Tuttavia dire che la Juve avrebbe meritato il pareggio è, prima che falso, assai patetico.

Di tutte le squadre che hanno vinto i gironi della Champions League, quella di Pirlo, oltre ad essere stata battuta, è la più passiva, l’unica a non avere uno straccio di idea quando è in possesso di palla, la sola a non produrre un’azione degna di questo nome (quella di Rabiot, chiusa da Chiesa, è apparsa un’eccezione) per 95 minuti di partita, la meno giustificabile per due amnesie iniziali (una per tempo) che sono costate gol pesanti, forse decisivi. Quando un complesso è così vuoto e assente, le colpe non possono non essere imputate all’allenatore che, evidentemente, non ha preparato la partita in modo adeguato.

Poi che Bentancur sia un calciatore sopravvalutato, io lo dico da tre anni e, modestamente, passo per un citrullo. Adesso mi piacerebbe chiedere alla marea montante di juventini che mi insultano quasi quotidianamente un giudizio, o un voto, non solo sull’errore dell’uruguaiano, ma anche sulla sua intera partita, costellata di passaggi sbagliati e soluzioni velleitarie. Qualcuno ha voluto fargli credere che lui è un campione conclamato e le recenti prestazioni - non le prime, non le ultime - sono sulla falsariga di quelle di ieri sera. Le verità, purtroppo, stanno venendo a galla.

La Juve, oltre ad avere un fuoriclasse ormai al tramonto e qualche buon giocatore, è un collettivo senza organizzazione. Lo dimostra il secondo gol subìto con otto giocatori in area e nessuno dei centrocampisti in grado di contrastare Manafa. C’è poi da domandarsi che cosa si siano detti l’allenatore e i giocatori prima dell’inizio e durante l’intervallo. Se l’approccio è stato pessimo in avvio di partita (gol di Taremi dopo un minuto), come ha potuto essere peggiore dopo l’intervallo (gol di Marega dopo 19 secondi)? Peggio della tempistica c’è stata solo la modalità dei gol.

Sul primo, non sbaglia solo Bentancur, ma anche Szczesny che gli appoggia palla mentre il compagno volta le spalle al centrocampo (avrebbe dovuto avere una postura più aperta). Il portiere, recidivo, ha insistito a lungo con gli appoggi bassi scegliendo quasi sempre l’uomo sbagliato. Non sono aprioristicamente contrario alla costruzione da dietro, ma bisogna allenarla meglio e prepararla di più. Cosa vuol dire, altrimenti, non buttare via la palla? Forse regalarla all’avversario come ha fatto Bentancur? Ho scritto che, giocando così, il Porto merita di qualificarsi e lo ripeto. Perché, pur non essendo una squadra straordinaria, sa avere due atteggiamenti assolutamente risolutivi: pressare in maniera ultraoffensiva e compattarsi in mezzo quasi come un muro.

La Juve ha fatto una figuraccia non tanto per avere perso, ma per il modo in cui non riusciva a venire a capo di una partita sempre più complicata. E buon per i bianconeri che, in una serata non certo felice, Szczesny sia riuscito a deviare una conclusione di Oliveira, al quale i centrocampisti e i difensori della Juve avevano concesso di arrivare, assolutamente indisturbato, fino al limite dell’area. Chiellini è durato 35 minuti (solito problema al polpaccio, sostituito da Demiral), poi per scelta tecnica, a mio giudizio, tardiva, Pirlo ha inserito Morata per McKennie (un fantasma) e Ramsey per Kulusevki (peggio di un fantasma). Deve essere stato tentato anche da Dybala, visto che, nonostante un’abbondante fasciatura al ginocchio, l’ha fatto scaldare all’intervallo, ma forse è stato meglio non forzare. Chiesa ha segnato all’82’ (palla sporca su linda iniziativa di Rabiot) e con Morata la squadra ha attaccato di più la profondità, giovandosene in maniera evidente.

Pirlo, però, ha spiegato che lo spagnolo stava e sta ancora male, ha avuto un mancamento a fine gara e non si è mai ripreso da una brutta influenza. Purtroppo parlare degli assenti ha un senso: Cuadrado e Arthur avrebbero portato corsa (l’uno) e tecnica (l’altro), ma sono infortunati e chissà quando torneranno. In vista del ritorno ci sarebbe bisogno almeno del terzino, visto che Danilo, ammonito, sarà squalificato e pensare a Frabotta o, peggio, Bernardeschi adattato, mette i brividi lungo la schiena. In sintesi resta da soppesare una partitaccia che complica la Champions della Juve. Ora, ammesso che il 9 marzo passi il turno, quanta strada può fare una squadra così?


IL TABELLINO

Porto-Juventus 2-1

Marcatori
: pt 2' Taremi (P); st 1' Marega (P), 37' Chiesa (J).

Assist: st 1' Manafa (P), 37' Rabiot (J).

Porto (4-4-2): Marchesin; Manafa, Mbemba, Pepe, Zaidu; Corona (42' st Loum), Uribe, Oliveira (42' st C. Conceicao), Otavio (12' st Luis Diaz); Marega (21' st Grujic), Taremi. A disp. Diogo Costa, Romario, Joao Mario, Felipe Anderson, Martinez, Evanilson, Nanu, Sarr. All. S. Conceicao.

Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, De Ligt, Chiellini (34' pt Demiral), Alex Sandro; Chiesa, Bentancur, Rabiot, McKennie (18' st Morata); Kulusevski (32' st Ramsey), Ronaldo. A disp. Buffon, Pinsoglio, Dybala, Bonucci, Bernardeschi, Frabotta, Di Pardo, Fagioli. All. Pirlo.

Arbitro: Del Cerro Grande (Spagna).

Ammoniti: st 18' De Ligt (J), 36' Danilo (J), 43' Demiral (J), 47' Alex Sandro (J).