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Il guerriero non c'è più. Il rigore fallito a Cesena non c'entra nulla: Arturo Vidal non è più lui, e non da oggi. 25 presenze in stagione, 6 reti (tutte in campionato): visti così, i numeri del cileno sembrerebbero quelli di un centrocampista a pieno regime. In alcuni casi, però, le cifre non dicono tutto.

LE FATICHE DI ARTURO - Nell'era Conte, Vidal era una pedina fondamentale, a cui il tecnico di Lecce non rinunciava mai. Agonismo fuori dal comune, lo trovavi in difesa ad aiutare i compagni, e un minuto dopo in attacco, prolifico come una punta. Possibile che 3 anni così l'abbiano logorato? E' una chiave di lettura, non l'unica.

ERA ALLEGRI - Via Conte, dentro Allegri: per Vidal le cose cambiano. Il nuovo tecnico ben presto cambia modulo, e reinventa Vidal trequartista: un ruolo che Arturo prova a fare suo, non senza fatica. I movimenti sono diversi, l'efficacia di Vidal pure: non difende come prima, spesso arriva tardi sul pallone, sbaglia un'infinità di passaggi. Insomma, un'involuzione netta e, per i bianconeri, preoccupante.

LE VOCI DI MERCATO - Ad inizio stagione si parlava di un Vidal distratto dalle voci di mercato, insistenti e ripetute. Tutti ricordano la sua frase al primo giorno di ritiro estivo con la Juventus: "Non so se rimango". Da lì in poi, un'escalation di voci che lo accostavano alle due squadre di Manchester, con lo United pronto ad offrire una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Il resto è storia recente, la Juventus ha chiuso la porta, Vidal non si è mosso da Torino. Non senza qualche mugugno.
CAMBIO DI ROTTA - Per mesi è stato monitorato il ginocchio del giocatore, infortunato (e operato) a tempo record prima del Mondiale: ma Arturo non ha mai voluto fermarsi. Forse un errore. E allora oggi molti tifosi juventini reclamano a gran voce un cambio di rotta: Vidal deve tornare al suo ruolo naturale, quello di mezzala. O ancora: qualche panchina non può che fargli bene. Ma Allegri, per il momento, lo considera un titolare inamovibile, accanto a Pirlo, Marchisio e Pogba.

PER QUANTO TEMPO ANCORA? - La realtà però è un'altra: Vidal non è quasi mai al livello degli altri tre, in particolare di Marchisio e Pogba, che garantiscono (quasi) sempre un rendimento altissimo. Un'alternativa è in casa, si chiama Roberto Pereyra. L'ex Udinese reclama più spazio, più adatto al ruolo di trequartista e forte di ottime prestazioni quando è stato chiamato in causa. Tra un mese rientrerà in rosa anche Kwadwo Asamoah, che, è bene ricordarlo, nasce proprio come mezzala.

SCENARI PER L'ESTATE - Per giugno è già stato sondato Axel Witsel, belga classe '89 dello Zenit, che andrà a riempire il buco in mezzo al campo che verrà lasciato, senza ombra di dubbio, dalla partenza di uno tra Vidal e Pogba. Se però per Pogba gli acquirenti disposti a sborsare dai 60 milioni in su sono già in fila, per Vidal la situazione potrebbe essere diversa. La Juventus proverà a monetizzare al massimo, partendo da una base d'asta di 30 milioni. Con il Vidal di oggi, però, la cifra difficilmente verrà messa sul piatto da qualche big europea. La situazione è questa: i dirigenti bianconeri sperano che il cileno alzi il suo rendimento, per il prosieguo della stagione juventina, ma soprattutto per venderlo bene in estate. Anche i tifosi sperano di rivedere il vero Vidal, quello che trascinava con i gol e il carattere, quel guerriero che oggi non c'è più.