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E' un'accusa durissima, una vera e propria bordata, quella riservata da Fabrice Olinga alla Sampdoria. Il protetto di Samuel Eto'o, al centro di un vero e proprio 'caso' diplomatico che coinvolge il club blucerchiato, Ferrero, Romei e i due calciatori, ha raccontato la sua verità. E lo ha fatto senza particolari giri di parole: "Il primo giorno con la Sampdoria ho avuto subito un'ottima impressione. Ero molto contento, l'ambiente mi piaceva molto. Poi, piano piano, le cose sono cambiate" ha detto a Primocanale il giovane attaccante camerunense. "Non ho conosciuto personalmente Mihajlovic. Ho conosciuto Zenga a Pinzolo, ma non mi ha mai trattato come un giocatore del gruppo. Mi ha sempre fatto allenare a parte. Ho fatto un solo allenamento col gruppo dimostrando che potevo starci tranquillamente". 

Insomma, un attacco diretto, che non risparmia neppure l'avvocato Romei: "C'è anche Romei dentro, anche perchè era lui che inviava le offerte per conto della Sampdoria. E quello che ha dichiarato alla stampa recentemente, che avrebbe offerto 70 mila euro, non è affatto vero. Mi ha mandato un'offerta di 270 mila euro lordi per i prossimi quattro anni, e ho subito accettato. Non era una questione economica - specifica Olinga - era quello che guadaganvo anche a Cipro. Sono molto seccato per queste continue menzogne. Ho chiesto più volte di pubblicare i contratti inviati da Romei con le cifre vere: 270 mila euro per quattro anni, e non quello che dice Romei. Voglio che il mio avvocato faccia capire a tutti la verità. E' da più di un anno che non mi versano un euro".
La rabba di Olinga si dirige soprattutto verso il presidente blucerchiato: "Ho dato tanto confidenza a Ferrero, non è stata contraccambiata. Sono molto deluso, mi ha trattato come una merda. Ho chiesto un giorno al presidente Ferrero il perchè di tutto questo. Secondo me era tutto premeditato perchè io avevo un talento che non c'era nel gruppo. Il presidente non mi ha raccontato la verità dei fatti. Posso dire che ho avuto un rapporto diretto con il presidente, mi ha dato subito confidenza e mi ha promesso molte cose. Ma non si è realizzato niente di quello che ha detto".

Olinga imputa alla Sampdoria l'aver perso in sostanza un anno e mezzo lontano dai campi: "Ho dato mandato al mio avvocato. Mi hanno fatto perdere un anno e mezzo della mia carriera calcistica e solo da tre settimane sono riuscito a tornare a giocare a calcio. Psicologicamente è stato difficile stare fermo un anno e mezzo. Mi infortunavo anche spesso perchè non giocavo da tanto. Voglio che tutto il mondo sappia la verità" conclude. "E quindi ho dato mandato al mio avvocato per tutelare i miei interessi".