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L’Inter ha vinto lo scudetto ben prima di ieri sera, a Bologna (successo per 1-0), ma credo che dopo i tre punti in terra emiliana anche i più cauti tra i commentatori siano venuti ormai dalla mia parte. Più otto sul Milan che ha pareggiato con la Sampdoria in casa e più dodici sulla derelitta Juve di Pirlo, superata dall’Atalanta e raggiunta in classifica dal Napoli, sono un vantaggio decisivo anche se non ci fosse la possibilità di allungare ancora, mercoledì, affrontando il Sassuolo a San Siro nel recupero.

Casomai va detto che l’Inter vista dopo la pausa non è stata bella e neppure convincente, ma che  ormai ha imparato a vincere con metodo, senza affannarsi, senza scoprirsi e perfino senza scomodare le ripartenze tanto care a Lukaku e Lautaro. Per capirci subito, il belga ha segnato il gol della vittoria e l’argentino colpito il palo del possibile raddoppio. Tuttavia l’Inter, giocando quasi sempre sotto ritmo, ha cercato le occasioni attraverso una trama che non fosse quella del controgioco. Nel primo caso l’azione si è snodata sulla sinistra con lo sganciamento di Bastoni e un cross al bacio per la testa di Lukaku (che poi ha segnato di piede perché il portiere Ravaglia aveva deviato contro il palo interno). Nel secondo Brozovic, tra i migliori se non fosse stato per un finale in cui ha buttato due palloni in costruzione, si è fatto ammonire e ha fatto ammonire Bastoni (entrambi saranno squalificati con il Sassuolo), ha rubato palla a metacampo con un accenno di pressione personale, ha servito Lautaro al limite che, dopo un paio di finte, ha scagliato di destro dove Ravaglia non sarebbe arrivato mai. Il palo si è incaricato di sostituire il portiere del Bologna.

Pur non brillante, la vittoria è stata legittima sia perché il Bologna ha collezionato solo un paio di occasioni, sia perché, anche quando teneva la palla più a lungo degli avversari, non aveva un finalizzatore davanti che sapesse vedere la porta. Barrow è un buon attaccante, non un centravanti e una volta servito, quasi sempre con le spalle alla porta, cercava di appoggiarsi ai trequartisti perché girassero palla sull’esterno o, se del caso, provassero la conclusione. Tuttavia, senza Palacio (squalificato) i rossoblù hanno perso anche l’uomo che sapesse saltare l’avversario, sapesse sterzare in area e fosse in grado di fornire assist a chi seguisse l’azione a rimorchio.

Per mezz’ora la partita è stata consegnata ai languori del dopo sosta, quando le squadre, anche le più attrezzate, finiscono per soffrire le poche ore di preparazione della gara e la stanchezza di chi ha giocato in nazionale. Il Bologna ha tenuto di più la palla, ma ha girato anche al largo dell’area permettendo all’Inter di stare ai margini del confronto senza perderne il controllo. Fedele al suo 3-5-2, Conte ha proposto Ranocchia al posto di De Vrij, per il resto ha scelto i migliori, compreso Eriksen sempre più integrato in squadra soprattutto quando si tratta di praticare il palleggio. L’Inter ha scaldato Ravaglia prima con un tiro centrale di Lukaku, poi ha avvicinato la porta con una punizione del danese a lato. Il gol di Lukaku (30’) ha fatto capire che l’Inter non cercava molto di più dello stretto necessario per vincere la partita. E se il Bologna si faceva vedere con Schouten (da fuori area) e Sansone (da dentro l’area) autori di due conclusioni alte, i nerazzurri innescavano un contropiede che Lautaro Martinez chiudeva con un tiro strozzato.

L’Inter ha fatto il minimo anche nella ripresa. Subito il palo di Lautaro (50’), poi controllo senza slanci, ma anche senza fatica. Di occasioni nemmeno l’ombra, solo un possesso finalizzato a qualche iniziativa sporadica. Del resto il Bologna non avrebbe segnato neppure giocando una settimana, l’Inter l’ha capito e, però, non ha forzato. Che bisogno c’era in una partita in cui i tuoi non sono al massimo (Barella per esempio) e devono affrontare altri due impegni in meno di una settimana? Per una volta Conte si è accontentato. E, per quanto lo spettacolo sia stato povero, va capito. Ha lo scudetto in tasca e non vuole che niente e nessuno glielo porti via.





IL TABELLINO

Bologna-Inter: 0-1 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 31’ pt Lukaku.

Assist: 31’ pt Bastoni.

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Tomiyasu (34’ pt De Silvestri), Soumaoro, Danilo, Dijks (35’ st Juwara); Schouten, Dominguez (24’ st Svanberg); Soriano, Sansone (24’ st Vignato), Skov Olsen (35’ st Orsolini); Barrow. All. Mihajlovic.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, Ranocchia, Bastoni; Young (26’ st Darmian), Brozovic, Eriksen (16’ st Gagliardini), Barella (47’ st Vecino), Hakimi; Lautaro (26’ st Sanchez), Lukaku. All. Conte.

Arbitro: Giacomelli di Trieste.

Ammoniti: 31’ pt Soumaoro (B), 8’ st Ranocchia (I), 16’ st De Silvestri (B), 37’ st Vignato (B), 40’ st Juwara (B), 41’ st Brozovic (I), 41’ st Bastoni (I), 43’ st Gagliardini (I).