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"C'è del marcio in Danimarca": magari Shakespeare non aveva messo in bocca a Marcellus, personaggio dell'Amleto, questa frase riferendosi al rendimento della Nazionale di Hjulmand nella fase a gironi dei Mondiali 2022, ma l'accostamento si può fare senza troppe ritrosie. La Danimarca chiude ultima nel gruppo D con un punto e un solo gol segnato, peraltro da Christensen, un difensore, su palla ferma. E' la peggior prestazione di sempre nella storia danese nella Coppa del Mondo di calcio. 

FALLIMENTO - E dire che il gruppo era praticamente lo stesso che, appena un anno fa, è arrivato in semifinale agli Europei poi vinti dall'Italia, fermandosi contro l'Inghilterra padrone di casa anche per via di un rigore molto dubbio. Di più: rispetto a Euro2020 c'era anche Eriksen, che è stato preda di quel tremendo attacco cardiaco nella prima partita contro la Finlandia. La stella danese, con la grande paura, aveva evidentemente in qualche modo coeso il gruppo e permesso un rendimento straordinario. I problemi fisici dell'altro leader Kjaer, tormentato dalla sua coscia, hanno fatto il resto. 0-0 contro la Tunisia (che a questo punto può avere dei rimpianti), 0-1 per mano dell'Australia in una partita che doveva essere quella della speranza, 2-1 dalla Francia che è l'unico risultato che poteva essere in qualche modo preventivabile. 
DELUSIONI SINGOLE - Eriksen è clamorosamente mancato all'appello, ma anche Damsgaard e Dolberg, strepitosi un anno e mezzo fa, non sono stati che l'ombra di se stessi. Poulsen, addirittura, non è stato impiegato in nessuna delle tre gare. E che dire dell'ex Parma e Atalanta Cornelius? Contro la Tunisia un errore grossolano a pochi centimetri dalla porta, con la palla che misteriosamente non è entrata. Al ct Hjulmand viene imputato il poco risalto dato a Skov Olsen, brillante con il Bruges e lasciato a sedere contro la Francia, e una eccessiva insistenza su schemi già noti. Anche la Danimarca, adesso, sarà chiamata a ripensarsi. Essere o non essere?