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Nel corso della presentazione di Paolo Maldini, anche il presidente del Milan Paolo Scaroni e il direttore dell'area tecnica Leonardo hanno parlato in conferenza stampa: le sue dichiarazioni.

SCARONI SU MALDINI - "Essere qui con Maldini mi dà una grande gioia, è una pietra importante nella costruzione di questo Milan. Era sorpreso anche lui per i numeri con il Milan. Ha fatto 200 partite più di Baresi, non uno qualunque. Cosa ci aspettiamo da Maldini dirigente? Il ruolo è ben sintetizzato dal titolo che ricopre: direttore sviluppo strategico area sport. Maldini supporterà il Milan in tutta la strategia che abbiamo, in particolare nell'area sportiva ma non solo".

LEONARDO SUL SI' DI MALDINI - "Che tasti ho toccato per convincere Maldini? Il sì di Paolo c'era già, non abbiamo fatto un percorso di 20 giorni ma ci conosciamo da 21 anni. Il sì di Paolo c'è sempre stato, mancavano le combinazioni per tanti motivi. Avere oggi Maldini mi rafforza molto, anche nel quotidiano e umanamente. Con lui ho sempre condiviso tutti i momenti, è sempre stato così. Nello specifico a convincerlo sono state le condizioni di oggi, staremo insieme in tutto e ad unirci c'è un valore, l'amicizia, che è alla base di tutto: senza questa sarebbe stato difficile condividere un ruolo. Paolo rappresenta tutto al Milan, la storia vincente, suo padre... Per me nessun'altra squadra ha un simbolo così importante: altri hanno vissuto un legame forte, ma qui ci sono state anche le vittorie, il risultato finale. E' unico, avere Maldini in società è un valore enorme".

SCARONI SUL NUOVO AD - "Amministratore delegato? Ne parleremo dopo le vacanze. Non pongo scadenze ravvicinate o imperative perché è una scelta importante e deve essere fatta con calma. Certamente non contemplo il fatto di andare avanti troppo tempo io con le deleghe. Sono fiducioso che la questione sarà risolta nelle prossime settimane, nei prossimi mesi".

LEONARDO SU MALDINI AL PSG - "E' vero che avevo provato a portare Maldini a Parigi, ma questa è casa sua. Abbiamo condiviso ogni scelta, è stato un percorso e a questo punto sapevamo già cosa si pensava. E' stato quasi immediato".

SCARONI SUL MILAN AI MILANISTI - "Vero, anche io lo sono. Vedo muoverli con una tale disinvoltura, come se non fossero mai andati via".

LEONARDO SUL NUOVO DS - "Niente vero ds con Paolo? Tutte le trattative le faremo noi, bisogna avere al fianco una persona con cui si abbia sintonia totale. Bisogna scegliere una persona per aggregare qualcosa di importante. Quello che mi ha stupito Paolo è la costanza e l'impegno ed è quello che dovrebbe mettere ogni giocatore. La società deve imporre certi ritmi e un esempio più grande di Paolo non c'è. Non passa solo dal comprare i giocatori, ma anche dal gestire bene la società: vogliamo dare una linea con gente seria, che si impegna e vuole stare qui. La storia di Paolo parla da sé e racconta la linea che vogliamo dare".

LEONARDO SU ACQUISTI A CENTROCAMPO - "Nome top a centrocampo? Compatibilmente col FPP non ci sarà il top, si può inventare un modo, facendo un mezzo miracolo, per avere qualcosa in più per la squadra. Non è detto che ci riusciremo. L'operazione con la Juve ci ha dato tanto ed è dentro il FPP. Si può spendere quanto si incassa. Oggi siamo fuori, altrimenti non saremmo stati squalificati".

SCARONI SU MALDINI-LEONARDO - "Abbiamo costruito un tandem, saranno loro gli alfieri del Milan nel mondo".

LEONARDO SU MILINKOVIC - "Milinkovic? E' un sogno, non per noi, lo sognano tante squadre. Non ci è concesso sognare giocatori di questo valore. Un anno fa mi è stato chiesto su che calciatore prendere in Serie A, ho detto lui, ha grandi margini. Oggi però non è fattibile".

LEONARDO SU KALINIC - "Kalinic all'Atletico Madrid? Quasi, ci abbiamo messo un po' di tempo, ma può darsi che arriveremo a buon fine".

LEONARDO SULL'AREA SPORTIVA - "Oggi nella parte sportiva ci saremo io, Paolo e Gattuso. Un triangolo in cui c'è tanta complicità, ci conosciamo con gli sguardi. Questo triangolo sarà bello anche da vivere, speriamo che porti risultati".

LEONARDO SU SUSO - "E' un giocatore importantissimo per noi e lo sarà anche in futuro, non c'è niente, non è arrivato niente".

LEONARDO SU RABIOT - "Rabiot non c'è stato nessun colloquio, è un ragazzo che ho seguito fin dall'inizio. E' un grandissimo giocatore, gioca nel PSG e non c'è stato nessun intento, nessun contatto".

LEONARDO SU KAKA' - "Lo adoro, è il mio pupillo. Lui ha manifestato la voglia di imparare da dirigente, capire come funzionano le cose e stare vicino. Mi ha fatto piacere, Kakà è l'ultimo Pallone d'Oro del Milan: è per sempre, sarà sempre legato alla società e sarà in zona... Non sappiamo come sarà, però è vero che ha voglia di stare vicino e a settembre sarà qua a Milano, non c'è niente di definito. Non c'è stato un discorso, c'è stata solo la manifestazione di stare vicino e imparare, gratis (ride, ndr)".

LEONARDO SUL TORNARE AD ALZARE COPPE - "Io e lui abbiamo cinque Champions League in due, lui 5 e io zero (ride, ndr). L'obiettivo è quello, quello di tornare a far alzare un po' di coppe a Paolo, ma ci vuole pazienza. E' normale che dopo cicli vincenti ci sia un momento di pausa. Il Real Madrid è stato tanti anni senza vincere, il Barcellona ha iniziato a vincere nel 2000. I cicli finiscono, se in mezzo a quello ci sono anche cambiamenti strutturali non è semplice. Ci vuole pazienza, ma nella storia del Milan ci sono sempre stati momenti di grande gloria ed è destinato a tornare".

LEONARDO SULL'ISPIRARSI AL SUO MILAN DEL 2009/10 - "Non sono più allenatore. In quell'anno lì avevamo Ronaldinho, con lui in rosa tutto è champagne. Ci ha portato ad inventare qualcosa, per dare motivazioni ad un gruppo che ha perso Maldini ed Ancelotti. E' stato lo stimolo. Galliani l'ha ribattezzato 4-2-fantasia, è stato lo stimolo per fare qualcosa di spericolato, la squadra a tratti ha mostrato anche buon calcio".