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Dieci mesi all'Europeo, una settimana all'inizio del campionato. Nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport, il ct Roberto Mancini ha affrontato i temi principali della stagione al via: "Improrre di più il gioco più aiutare tutti: i club italiani a migliorare ancora e indirettamente anche la Nazionale".

SU CHIESA - "Chiesa è giovane. È fondamentale che i ragazzi giochino, tutti: se poi qualcuno ha la fortuna di farlo anche in Europa, tanto meglio. Quello che conta davvero è che nel frattempo siano diventati pilastri delle proprie squadre: due anni fa non lo erano, oggi sì. Questo li deve far maturare".

SU SENSI E BARELLA - "Sono due giocatori straordinari, e sottolineo straordinari. Li ho visti decollare, di partita in partita. Lo devono diventare: primo perché sono italiani, poi perché sono bravi tecnicamente e possono fare tutti tre i ruoli di centrocampo. Anzi: lo diventeranno sicuramente".

SU BERNARDESCHI - "È ora che Berna faccia il salto, diventando un perno della Juve. Ha tecnica, forza, velocità per diventare imprescindibile. Anzi, per diventare uno dei migliori giocatori europei: è il momento, ha le qualità per riuscirci. Attaccante esterno, falso centravanti, mezzala in una squadra più offensiva: può fare tutto. E anche se gioca più spesso in un ruolo, non è detto che in Nazionale non ne possa fare un altro: sempre offensivo, ovviamente".

SU KEAN - "Delitto? Semmai è un peccato, perché è italiano e azzurro. Ma va a giocare in un campionato bello e difficile, in un club dove non vincono da anni e hanno fatto una squadra competitiva per riprovarci. Questo può aiutarlo a crescere, il dispiacere è più mio personale. Ma ormai si sa: non è più il calcio di vent’anni fa, quando tutti venivano a giocare in Italia, il campionato più bello e dove si guadagnava meglio".

SULL'EUROPEO U21 DI KEAN E ZANIOLO - "Quando si è giovani si sbaglia, ma non devono dimenticare la grande fortuna che hanno. Kean di essere cresciuto in un club come la Juve, dove devi anche avere comportamenti giusti. Zaniolo di essere diventato quasi all’improvviso un teorico crack, forse il giocatore italiano più promettente. Però, proprio perché fortunati, devono capire che sbagliare si può, ma avere la testa sulle spalle si deve".

SU BALOTELLI - "Il paradosso è che a 29 anni, e per il secondo anno di fila, a meno di dieci giorni dall’inizio del campionato non avesse ancora la certezza assoluta di una squadra. Non ha fatto una preparazione, non si è allenato regolarmente: deve riflettere, non è normale. Non era questione di Italia o di Brasile, ma di trovare una squadra, finalmente. E se sarà una buona soluzione non dipenderà dal Brescia, ma da lui: magari giocando più vicino a casa si sentirà più tranquillo, ma non basterà. Io gli voglio bene, ma per lui non posso fare più niente: deve pensare che è nel pieno della sua carriera e che ha ancora tanto da dare. Se vuole".

SUL NUOVO ZANIOLO - "Pinamonti è cresciuto tanto e giocando in A migliorerà ancora. Esposito ha grandi mezzi tecnici, un esterno come Sottil è difficile da trovare, pensando a quanto è giovane. In Italia, se aspetti un attimo, i giocatori vengono fuori. Per assaggiare la Nazionale c’è tempo, ma più in generale fino a maggio la porta sarà aperta per tutti. Intanto, visto che il nostro campionato a differenza degli altri deve ancora iniziare, per le gare di settembre dovrò verificare anzitutto le condizioni fisiche di tutti".

SE DE LIGT-BONUCCI - "Un problema per Leo? Assolutamente no. Leo ha esperienza, classe, qualità. Anzi, che arrivi un giovane così forte potrà essere un aiuto, sia per lui che per Chiellini: così ogni tanto potranno riposare un po’".

SU GIANLUCA MANCINI - "Io l’ho già fatto giocare: difensore molto fisico, uno in cui credo. Ma gli servirà un po’ di tempo: lo stesso che, a suo tempo, servì a Chiellini e Bonucci. E spero che presto torni a stare bene anche Caldara".

SUL TERZINO DESTRO - "Non sono preoccupato, abbiamo Florenzi e Piccini, spero che Conti possa tornare quello dell'Atalanta e Di Lorenzo può essere una bella sorpresa: l'anno scorso ha giocato un gran campionato".

SU LUKAKU - "Perchè è perfetto per Conte? Bisognerebbe chiederlo a lui...Probabilmente ha le qualità che gli servivano: è potente, a volte fa reparto da solo. Nonostante sia un armadio, è tonico in velocità e ovviamente fa gol. Ma io l'ho visto giocare solo qualche volta, Conte lo conosce meglio".

SULL'INTER - "Cosa manca? E' presto per dirlo, aspettiamo. La Juve in assoluto è la più forte, non dimentichiamo che vince da otto anni e si è anche rinforzata. Come vice Juve vedo pericoloso il Napoli: ha gli stessi giocatori che ormai giocano insieme da anni, mentre l'Inter ne ha già cambiati 4-5 e perde giocatori importanti come Icardi e Perisic. Andrà valutata dopo un po' di tempo, ma di sicuro sta migliorando. Per ora metto in fila Juve, Napoli e Inter". 

SU ICARDI - "E' un giocatore che garantisce 20-25 gol all'anno: a me spiace per lui e spero che questa situazione si risolva presto. Non so se sarà beato chi lo prenderà, ma so che è giovane e può ancora migliorare".

SULLO SCAMBIO DYBALA-ICARDI - "Quando volevo Dybala, che per me è un grande giocatore, li vedevo perfetti per giocare insieme...".

SULLA ROMA - "Fonseca è un bravo allenatore: filosofia calcistica portoghese, ha un concetto di gioco brillante. E' vero che in Ucraina vince quasi sempre lo Shakhtar, ma la sua squadra ha sempre fatto un buon calcio".

SUL MILAN - "Il FFP è un problema: ti costringe a fare poco sul mercato, addirittura a rinunciare all'Europa League. Ma se cambi allenatore, avere più tempo per allenarsi può essere un vantaggio per acquisire meglio il suo pensiero: il Milan può essere la sorpresa".

SULL'ATALANTA - "Confermarsi non è mai facile, ma ha tutto per riuscirci. E poi, alle loro spalle, vedo altre squadre interessanti: il Torino, la Fiorentina, lo steso Bologna".

SU MIHAJLOVIC - "Ssinisa uscirà da questa situazione perchè è forte e lo vuole. Ne uscirà: al cento per cento. E spero che stia meglio presto, abbastanza per venirci a salutare a Casteldebole quando saremo lì per due giorni, il 2 e 3 settembre".

SU ITALIA-GRECIA A ROMA - "Speriamo sia la partita del pass per l'Europeo: sogno un Olimpico pieno di tifosi della Nazionale com'era ai tempi di Italia '90, quando c'era la gioia di avere la Nazionale a Roma. Dove fra l'altro, se ci qualificheremo, si giocherà anche la partita inaugurale".