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Il Milan di Cagliari. Con la solidità mostrata contro i rossoblù, con la compattezza e l’equilibrio ammirati dal primo al novantesimo minuto in Sardegna, con gli stessi guizzi della coppia d’attacco, Ibra e Leao, i rossoneri di Stefano Pioli possono regalare una serata emozionante e spettacolare. L’Inter è favorita. Lo  dicono i diciannove punti di differenza, le statistiche che indicano una sola sconfitta e la caratura della rosa impreziosita dall’acquisto di Eriksen.
Ma è derby, bellezza! Come ho già sottolineato, il Milan delle ultime partite mostra uno spirito nuovo, una ritrovata consapevolezza, fondamentale per  superare gli ostacoli che si presentano nel corso del match. La squadra è però ancora troppo alterna sul piano del gioco, ricca ancora di pause e di errori tecnici, che contro l’Inter potrebbero essere letali.

Andiamo a San Siro dunque con qualche certezza, con ragionevoli dubbi, ma gli appassionati sono consapevoli che entrerà in campo un Milan forte, orgoglioso e determinato. Alla sua guida Stefano Pioli, sul futuro del quale si comincia già a parlare. Sarà sufficiente per meritare la conferma un piazzamento in Europa o senza Champions League la sua sorte appare già segnata? Prematura ogni ipotesi perché prematuro ogni pronostico su quale assetto societario si poggerà il Club di Via Aldo Rossi nella prossima stagione. Tutto appare possibile, anche se non riesco a immaginare che Gazidis, Boban e Maldini possano continuare la loro collaborazione. Sembra che l’ultimo mercato di gennaio abbia confermato una diversità di vedute su molti temi, legati al potenziamento della squadra. Uno su tutti, ha visto lo scambio Paquetà- Bernardeschi, il sogno di Boban, che avrebbe certamente rinforzato il gruppo di Pioli. Si è letto e si è scritto che sia stato Ivan Gazidis a bloccare la trattativa per il costo eccessivo dell’ingaggio, 4,5 milioni . Allora bisogna mettersi d’accordo sulle strategie future. Se si vogliono Campioni che possano aiutare il Milan a tornare in Champions League, bisogna investire nel cartellino e nell’ingaggio. Se invece si vuole puntare su giocatori che accettino un contratto sul milione o milione e mezzo, beh si deve puntare sulle scommesse e non sulle certezze. E’ andata bene con Theo Hernandez, meno con Piatek e Paquetà, mentre si attendono segnali ben più vivi da Leao.
Può aiutare a salire di livello uno scouting efficace, organizzato e pronto a cogliere le opportunità. Geoffrey Moncada è arrivato con buone credenziali, come del resto Ivan Gazidis sul piano commerciale. Il secondo sta lavorando ancora sul piano del potenziamento manageriale, che, con gli ultimi due arrivi, porta a 7 o 8 acquisti. Più che i giocatori della rosa. Senza risultati visibili, a vedere i marchi che latitano ancora sui pannelli della pubblicità. A livello scouting, fino ad ora, i giovani acquistati dall’estero non stanno rispondendo alle esigenze della squadra di Giunti. Abanda e Djalo, i primi due acquisti, non hanno lasciato un segno tangibile. Quelli rimasti ,Jungdal, Tahar e Borges , pur ragazzi del 2001 e del 2002, non si allenano ancora con la prima squadra, spartiacque tra una talento potenziale e una promessa concreta. In Premier League e in Championship, molti millenials  invece sono già protagonisti in campo. Il Presente è Derby, il Futuro un punto interrogativo!