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L'operazione Tanguy Ndombele è una priorità per l'Inter. Un tentativo serio, perché il centrocampista francese piace a Conte e si sta provando davvero a costruire uno scambio con il Tottenham per portarlo a Milano.

Lavori in corso con complicazioni tra valutazioni, stipendi e non solo. Ma soprattutto con un ostacolo di nome Daniel Levy, presidente del Tottenham che sta provando a far cambiare idea ai suoi dirigenti. Il proprietario degli Spurs è un osso durissimo, tanto che a gennaio scorso è stato lui a portare l'affare Eriksen fino alla guerra con l'Inter, 20 milioni o niente da fare. L'ha avuta vinta, come spesso gli capita.

Adesso Levy non vuole piegarsi su Ndombele. Perché per la sua politica il Tottenham da anni compra poco e non vuole sbagliare investimenti. Il francese è costato quasi 60 milioni dal Lione solo un anno fa, operazione onerosissima su cui si contava molto; Ndombele ha deluso, il feeling con Mourinho è ai minimi storici e così si è inserita l'Inter, ma cedere subito Tanguy è visto come un fallimento dal presidente Levy che al momento non dà il via libera all'operazione.

Servirà avvicinarsi sul piano economico e lavorare sulla contropartita tecnica, il favorito rimane Milan Skriniar, si lavora in questo senso per sbloccare l'operazione. Col muro Levy, un problema in più che non ci voleva.