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Avanti insieme. Massimiliano Allegri al momento resta l'allenatore della Juventus, all'orizzonte non c'è nessun esonero. Dopo la sconfitta contro il Benfica c'è stato un confronto con la società, per analizzare quello che non va e quello che si può e deve migliorare, ma non è stato lanciato nessun ultimatum. La fiducia è stata confermata, le parti hanno però concordato sulla necessità di svoltare, di cambiare marcia. A partire dalla sfida di domenica in casa del Monza, in programma alle 15.

TOCCA AD ALLEGRI - La Juve vista fin qui non ha né capo né coda, è aggrappata alle giocate dei singoli. Le idee sono poche, non c'è una intelaiatura di gioco e soprattutto manca un'identità. Allegri si sente la soluzione, non parte del problema, toccherà a lui trovare i rimedi. Perché così c'è il forte rischio di gettare al vento la stagione. Nelle ultime 7 partite è arrivata una sola vittoria, in casa contro lo Spezia, confermare un trend così negativo vorrebbe dire salutare con anticipo la Champions League, scenario che porterebbe a una profonda emorragia dei conti, e complicare irrimediabilmente la corsa allo scudetto. 
FANTASMA CONTE - Allegri ha un lungo contratto, da 7 milioni di euro più bonus fino al 2025, ma la Juve ha capito che l'aspetto economico non può essere un motivo valido per tenere un allenatore che non funziona. Per questo, se da qui al Mondiale la situazione dovesse precipitare, l'esonero sarà la diretta conseguenza. In tal caso non è da escludere l'arrivo sulla panchina di un traghettatore (resta in piedi la promozione di Montero, allenatore della Primavera) per poi ripartire da giugno con una nuova guida. Tra i nomi da tenere in considerazione c'è quello di Antonio Conte, legato al Tottenham da un contratto in scadenza a giugno che non ha ancora rinnovato. L'ex ct azzurro, alla Juve dal 2011 al 2014 al momento sta bene a Londra, ma in caso di proposta bianconera farebbe più di una riflessione. Soprattutto se tra i dirigenti dovesse cadere qualche testa.