Commenta per primo
Il ds del Parma Marcello Carli ha concesso una lunga intervista a Parmalive.com, nella quale ha confermato il tecnico Fabio Liverani.

BILANCIO - "Il bilancio non è positivo perché abbiamo avuto delle difficoltà e lo sapevamo, ma senza starci a ripetere, dopo Roma avevamo delle sensazioni sulla squadra, ci pareva avesse cambiato tendenza. Penso alla partita di Genova, anche senza creare tantissimo, poi al pareggio di Milano contro il Milan, in una partita che stavamo vincendo. Con il Cagliari abbiamo tenuto il campo bene, vedevo crescita nella squadra. Nelle ultime due partite, al di là di giocare con la Juve e tutto il resto, c’è stato un rallentamento e questo non va bene. Ne prendiamo atto e sappiamo che dovevamo fare di più".

COSA MANCA - "Andare a fare la disamina poi non è facile, sono cose che bisogna canalizzare all’interno dello spogliatoio e fare le cose giuste e tutto il resto. Io speravo anche che la crescita dei nuovi fosse un pochino più rapida, purtroppo anche con loro bisogna avere pazienza. Lo sapevamo, è difficilissimo venire da altri campionati e tutto il resto, però è normale, in questo momento appena ti viene a mancare uno dei giocatori che ti danno più sicurezza si va in difficoltà. In questo momento i giocatori più giovani andrebbero accompagnati da quelli più esperti e questo mix ha avuto una fase di stallo. Ora recuperiamo le forze in questi giorni e lavoriamo a testa bassa senza tanti discorsi. Se vogliamo cambiare tendenza lo dobbiamo fare con il lavoro, i discorsi non servono a niente, si può stare qui a cercare mille alibi ma non serve a nulla. Dobbiamo cambiare tendenza, anche se poi, nonostante siamo molto arrabbiati, con il Crotone è stata la partita in cui abbiamo creato più palle gol del campionato, ci sono anche partite così. Loro hanno segnato in due occasioni, noi ne abbiamo avute quattro e non si sono concretizzate. Queste ultime due partite lasciano l’amaro in bocca, dovevamo fare di più e c’era la sensazione si potesse fare di più".
RITIRO DAL 27 DICEMBRE - "L’idea del ritiro nasce nell’ottica di capire i momenti in cui si deve lavorare forte, e quando lo si deve fare non solo sul campo ma anche nell’autostima e nel far crescere l’idea di gruppo e di una squadra forte. Abbiamo una struttura importante, abbiamo tutto quello che ci serve. Stacchiamo quattro giorni, quando torniamo è giusto mettersi lì, fare un piccolo break dove si mette al centro il lavoro dal mattino alla sera. E’ come una sorta di pre preparazione, e viene in un momento in cui è giusto guardarsi un po’ in faccia, parlarsi di più, vivere a stretto contatto ed è una cosa importante da fare. Non è che creda molto nei ritiri punitivi, lasciano il tempo che trovano. Credo in momenti in cui è giusto mettere il lavoro al centro. Ci sarà da lavorare, sarà una settimana che porterà ad un periodo in cui si giocherà ancora ogni tre giorni. E’ un campionato in cui dobbiamo crescere come idea di squadra, tutto passa da lì".

COLPE LIVERANI - "Siamo in una fase di campionato in cui in tre punti c’è il decimo posto e la retrocessione, non siamo in una situazione drammatica con due punti in classifica. Io non guardo tanto la classifica, mi dà fastidio la crescita che non sto vedendo, perché nella mia testa questa squadra ha capacità di crescita importanti, nel fare gioco, nel crearsi un’identità forte e ancora non la abbiamo. E può essere una problematica adesso, ma anche una risorsa. Ci possono essere squadre che hanno già da ora identità, ma sono queste e rimangono queste. Noi abbiamo margini di crescita, sta a noi e all’allenatore fare crescere l’identità, di autostima e tutto il resto. Il mister è una persona seria, di carattere e personalità, e spiace perché anche lui vorrebbe essere più avanti. Penso abbia detto ciò per questo motivo, farli crescere".

LIVERANI NON E' IN DISCUSSIONE - "Ma assolutamente no. Qui non è problema di essere in discussione o meno, il mister è una persona che lavora come me dalla mattina alla sera, conosce il modo di far crescere questa squadra. E’ in discussione come lo è chiunque nel calcio, come lo siamo tutti, come lo è chiunque fa questo lavoro. Questo è quello che penso io, poi c’è una proprietà e tutto il resto, dal direttore sportivo al magazziniere si fa un lavoro straordinario, ma che ogni giorno porta il conto. Noi dobbiamo solamente fare una cosa, ora che possiamo staccare un giorno o due, riposarci e ricaricarci. Poi dal 27 ripartiamo: andiamo al campo alle 9 e ce ne andiamo alle 7, sfruttiamo questo tempo per lavorare al massimo. Altre medicine non ce ne sono, noi dobbiamo sapere che dobbiamo fare un grande allenamento il 27, con spirito e voglia. E così il 28, il 29, il 30 e via dicendo. Questo è quello che va messo davanti a tutto, il lavoro. Cosa succederà tra venti giorni non lo sappiamo. Fabio è stata una mia scelta, me l’hanno fatta fare, non c'è motivo perché io mi spenda per proteggerlo".