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Cristian Bucchi continua a dirsi ottimista, ma d'altronde cosa può fare? Tenta di salvare il salvabile, di chiudere con dignità il campionato, anche se fino a questo momento non ci è riuscito nemmeno lui, terzo allenatore di una stagione orribile, da dimenticare prima possibile. Quella di un'occasione buttata via senza pensarci troppo. Un'offesa a tutta la piazza.

Alle parole di Bucchi non crede proprio nessuno. L'ambiente è rassegnato: ci si doveva pensare prima a fare la corsa per riprendere quelle che sono davanti, non adesso, all’ultimo momento. Di occasioni il Pescara ne ha avute tante, non ne ha sfruttata nessuna. Non vince da tempo immemore. Così, a queste condizioni, come capiterebbe ovunque in Italia e forse nel mondo, il pubblico giustamente contesta, perché stremato e insoddisfatto da un'annata pessima e umiliante, che non meritava. 

E' il minimo che potesse accadere, e sembra strano che una società, che non è stata all'altezza della Serie A, si meravigli di tutto ciò. Dovrebbe anzi stupirsi di come sia successo solo adesso, quando invece sarebbe dovuto accadere prima. Con un'evidente mancanza di competenza per la categoria, dimostrata dai fatti, non dalle chiacchiere, ma dal campo e dai risultati, le feste non possono di certo fargliele. O se le aspettavano?