Cara Sampdoria, lo so che di recente  c’è stato qualche problemino tra noi. Non giochi bene, mi pare evidente, e come ti succede ogni volta non appena sei tranquilla, nel secondo quadrimestre tiri i remi in barca. Lo fai da anni, se non ti giochi la salvezza provi a vivere di rendita. Alle volte ci riesci, altre no. E’ una cosa che fa imbestialire ma ok, ne prendiamo atto. Oramai lo sappiamo, abbiamo imparato a conoscerti. Guardare le tue partite da febbraio in poi, quando al giro di boa sei a metà classifica, è divertente come  un corso di aggiornamento aziendale dopo pranzo, e altrettanto soporifero. E’ chiaro, gli stimoli provenienti dalla società non sono abbastanza forti. O forse non ti vengono forniti affatto, chissà. Gli strepiti e le fanfaronate di facciata sono ben poca cosa. Se negli ultimi sette campionati per quattro volte ci hai somministrato finali di stagione in bianco e nero, e i due maggiori scossoni (purtroppo in negativo) sono stati i quindicesimi posti del 2015/2016 e dello scorso anno, un motivo ci sarà, no?

Comunque, possiamo pure inghiottire questo boccone insipido e insapore, tappandoci il naso, pur di rimanere in Serie A. Non riuscirò mai a spiegarmi come degli atleti professionisti, che dovrebbero avere l’animo impregnato dall’ agonismo, fatichino a trovare sproni senza mire di classifica. Ma sarò strano io. Il Doria gioca male, ma non si può dire perché guai a pretendere novanta minuti anche solo spolverati di divertimento. Non sia mai, è da snob. D’accordo, accettiamo pure questo. Rischiamo perfino di passare come viziati con la puzza sotto il naso, per via delle nostre pretese fuori dal mondo.
Però, cara Sampdoria, il modo giusto per restituire pepe ad una stagione scialba e insipida non è questo. Non sono i due punti nelle ultime cinque partite, con nove gol subiti e quattro fatti, e neppure il preoccupante accorciarsi di una classifica caratterizzata, nel prossimo turno, da ben quattro sfide salvezza. Sapere come sarà il tabellone lunedì in questo momento è praticamente impossibile. Quindi per piacere domenica vedi di restituirci la noia. Contro il Torino nessuno ti chiede gioco divertente e spumeggiante. Ora non sei più nelle condizioni per offrirlo, non dopo l’ultimo mese. E’ vero, i granata hanno fatto 7 punti quando tu ne hai fatti 2, hanno il morale a mille dopo l’ultima vittoria, e probabilmente a livello assoluto hanno pure una formazione superiore alla tua, o comunque molto simile. Però domenica sono abbordabili, e tu semplicemente non puoi perdere. No, non puoi. Non puoi perché mandare i piemontesi a 26 sarebbe un suicidio, non puoi perché dopo la sosta hai Milan, Napoli e Verona, e soprattutto non puoi perché dopo le recenti prestazioni ce lo devi.

Ieri sera, a precisa domanda ho risposto dicendo di accettare volentieri pure un pareggio. Oggi ci ho riflettuto di più e ho capito, un pareggio non basta. A livello mentale e morale sarebbe una sorta di passo indietro, una zavorra pesante considerando le due settimane senza calcio dietro l’angolo. Quindi, cara Sampdoria, mettiamo da parte per il momento i nostri screzi e fammi, anzi, facci un favore. Regalaci altri due mesi di noia e sonnellini, di prestazioni grigie e scampagnate al mare in infradito e costume. Però domenica prenditi tre punti, perché mi pare di notare, in tutto l’ambiente, un rilassamento generalizzato e fin troppo preoccupante. Noi non siamo abituati a giocare tranquilli, ormai dovresti averlo capito. Dai, per una volta, un bel brivido positivo, una scossa di novità. Poi, possiamo tornare a sonnecchiare, in vista del letargo di primavera.