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Nel suo nuovo stadio, oggi la Juventus ha presentato ufficialmente le maglie per la stagione 2011-12, con la presenza del presidente Andrea Agnelli, di capitan Alessandro Del Piero, di Gianluigi Buffon, Claudio Marchisio, Fabio Quagliarella e Andrea Pirlo. A tener banco è stata la questione Calciopoli, in particolare in riferimento allo scudetto della stagione 2005-06. 
 
"C'è un continuo evolversi della situazione, potremmo ritrovarci di nuovo questo scudetto che abbiamo vinto sul campo - ha spiegato Buffon -. Riaverlo sarebbe una bella soddisfazione, come vincerlo un'altra volta". 
 
Del Piero ha aggiunto: "Scudetto 2006? Aspettiamo l'evolversi della situazione. C'è una situazione in atto che cambia, aspetto gli sviluppi definitivi della vicenda". 
 
Andrea Agnelli ha prima esposto le ragioni della Juventus nella vicenda, a partire dall'esposto alla Figc del 2010, e poi ha riposto alle domande dei giornalisti: "Voglio rispetto verso la Juventus. Questa società ha fatto la storia del calcio italiano nel mondo, ha una storia ultracentenaria: 27 dei 44 giocatori che hanno vinto una finale Mondiale con l'Italia erano della Juventus. Abbiamo chiesto parità di trattamento dal 28 aprile 2010. Decidere di non decidere sarebbe la cosa peggiore, aspettiamo la decisione del Consiglio federale, poi prenderemo le nostre decisioni". 
 
Poi Agnelli, indicando la seconda maglia della Juventus 2011-12, rosa con una grande stella nera, ha fatto un'allusione alla terza stella: "L'auspicio è quello della stella grande, quella che i giocatori rincorreranno sul campo, sapendo di avere una società che si farà valere fuori dal campo". 
 
"Sono state giornate abbastanza concitate, prima di entrare nel merito vorrei fare un paio di riflessioni - ha proseguito il presidente della Juventus -. La prima è la serenità d'animo di Del Piero e Buffon che hanno risposto alle vostre domande sul 2006, su un campionato finito sul campo con 91 punti, con la massima tranquillità. All'epoca molti giocatori dell'Inter dicevano off the record: Questi ci asfaltavano. Non lo ripeterebbero mai, ma lo dicevano. Ripeto, quella squadra ha fatto 91 punti e i giocatori che hanno vinto sul campo e si sono visti togliere il titolo hanno la massima serenità".
 
"La seconda riflessione - continua Agnelli - parte dal 28 aprile 2010, quando a margine dell'assemblea azionisti Exor John annunciò un cambiamento societario importante, con un rinnovamento forte a livello dirigenziale che sarebbe avvenuto presto, e il preannuncio dell'esposto per la revoca dello scudetto 2005-2006. Il principio della richiesta era basato sulla parità di trattamento. Vi leggo un passaggio illuminante dell'esposto: 'Gli organi federali possono tuttavia non intervenire e non assegnare il titolo se anche le squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi'.
 
Poi Agnelli rende il resoconto di Palazzi e legge il passaggio in cui il procuratore federale parla dell'Inter e del 'consenso preventivo alla designazione degli arbitri' che secondo Palazzi è attribuibile al club nerazzurro. "Si è detto tanto in questi giorni, quello che è il nostro timore è che si decida di non decidere, sarebbe la scelta peggiore, sarebbe deleterio in un momento come questo del calcio italiano, uno dei più bassi, un esempio di non credibilità. Abbiamo chiesto parità di trattamento e crediamo che dalle dichiarazioni di Palazzi qualcosa di poco limpido emerga. Io voglio rispetto dalle istituzioni, rispetto verso la Juve, verso i dirigenti, verso i calciatori, verso una società che ha fatto la storia del calcio italiano, verso una società che ha fornito alla Nazionale 27 giocatori su 44 nelle quattro finali vinte di Coppa del Mondo. Io chiedo rispetto, aspettiamo la decisione del Consiglio Federale. Noi siamo l'unica società ad aver avuto danni patrimoniali per centinaia di milioni di euro, abbiamo i mezzi per muoverci anche al di fuori della Giustizia Sportiva. Per il momento non lo facciamo, aspettiamo. Se revocano lo scudetto all'Inter per quanto riguarda la Giustizia Sportiva finisce qui. Per quella ordinaria valuteremo". 
 
In serata il club bianconero ha diffuso anche l'elenco dei convocati per il ritiro di Bardonecchia . Il grande assente è Momo Sissoko che, secondo il sito del club, "rimarrà a Vinovo per svolgere un lavoro differenziato". Sul mediano si moltiplicano quindi le voci di cessione.
 
Questi i 28 convocati: Amauri, Barzagli, Bonucci, Buffon, Chiellini, De Ceglie, De Silvestro, Del Piero, Grygera, Iaquinta, Kirev, Krasic, Lichtsteiner, Manninger, Marchisio, Marrone, Martinez, Matri, Melo, Motta, Pazienza, Pepe, Pirlo, Quagliarella, Sorensen, Storari, Toni, Ziegler.