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La Juventus scesa in campo nel pomeriggio di ieri contro il Benevento presentava un'età media di 25,5 anni, non pochi considerando altre squadre del nostro campionato, ad esempio il Milan o il Sassuolo. Quello che è apparso chiaramente però è stata la mancanza di un leader, di una guida, più di personalità che tecnica, nei momenti del bisogno: un match che si è progressivamente innervosito, incattivito ed è diventato tignoso, mettendo in mostra le carenze dei bianconeri dal punto di vista della personalità e della gestione delle difficoltà.

BONUCCI, CHIELLINI E RONALDO: SENZA MANCA PERSONALITA' - Quasi scontato, considerando le illustri assenze del match del Ciro Vigorito: i due leader storici della difesa e in generale i più esperti, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, più il fenomeno e risolutore di mille battaglie, Cristiano Ronaldo. Mancanze importanti, anche dal punto di vista tecnico, che si sono però paradossalmente ripercosse di più su quello comportamentale. La Juve di Pirlo fatica a imporsi sul campo delle cosiddette "piccole" anche perché non ha quel mordente necessario per impaurire gli avversari.
DA DYBALA A CUADRADO, SERVE PERSONALITA' - Un problema importante è però causato anche dal fatto che coloro che dovrebbero imporsi, in assenza dei senatori, non hanno ancora dimostrato di avere il carattere adatto per supplire. Non tanto De Ligt e Arthur, giovani e appena arrivati, quanto più che altro Dybala, Danilo e Cuadrado, che hanno più esperienza e sono alla Juve dal tempo ideale per conferire una buona dose di personalità che ieri non si è vista.

@AleDigio89