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Talk Juve. Damascelli a CM: 'Platini a Novara, piccolo gioco antico'

Talk Juve. Damascelli a CM: 'Platini a Novara, piccolo gioco antico'

  • Gianluca Minchiotti

Michel Platini a Novara per seguire la Juventus, le polemiche sulla terza stella bianconera, Alessandro Del Piero e il mercato che verrà. Di questi argomenti parla a Calciomercato.com Tony Damascelli, giornalista de Il Giornale e opinionista televisivo per Odeon, nonché profondo conoscitore della storia e dell'attualità juventine.

Michel Platini a Novara, terra d'origine dei nonni paterni (che erano di Agrate Conturbia), per seguire la sua Juventus. Una bella cartolina quella che ci regala il presidente dell'Uefa...
"Per Michel è un 'piccolo gioco antico'. Una parte della sua memoria è legata a quella terra, dove ha ancora dei parenti e dove si reca ogni anno per giocare a golf. Questa volta ci va per vedere un match di football nel quale è impegnata la Juventus, la squadra che lo ha reso grande e che lui ha aiutato ad essere ancora più grande per quei cinque anni fra il 1982 e il 1987".

Novara-Juventus è anche una storia che riguarda un altro grande ex bianconero, Carlo Parola...
"Parola giocò nella Juventus e poi allenò sia il Novara che la Juve. Quando era sulla panchina bianconera, dopo ogni match la prima cosa che chiedeva era il risultato della partita del Novara".

Tornando a Platini, cosa crede che pensi, come juventino e come presidente dell'Uefa, della presunta volontà della Juventus di mettersi sul petto la terza stella nel caso di conquista di questo scudetto?
"Non mi permetto di attribuire a Platini pensieri o parole. Io credo che per la Juve avere una stella in meno o in più sulla maglia sia la stessa cosa. Sono inziative che possono scaldare i tifosi, ma che lasciano un po' il tempo che trovano. Credo invece che la Juve avrebbe dovuto fare di più negli ultimi cinque anni, dove invece ha fatto di tutto per non vincere".

Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha definito l'ipotesi 'terza stella sulla maglia della Juve' come una "provocazione". Cosa pensa di questa dichiarazione?
"Le parole di Moratti sono la logica conseguenza di un presidente che difende un titolo che non ha vinto sul campo".

In ogni caso, lo scudetto la Juventus non l'ha ancora vinto. E in passato abbiamo assistito a rimonte anche più clamorose rispetto a quella che dovrebbe fare ora il Milan (quattro punti, considerando gli scontri diretti favorevoli alla Juve, in quattro giornate). Quali sono le insidie che attendono ancora la squadra di Antonio Conte?
"La Juventus non ha già vinto il campionato, assolutamente. Anzi, se in questo momento c'è una squadra campione d'Italia, questa squadra è il Milan. Tutte e quattro le gare che attendono i bianconeri sono delicate. La squadra sta bene fisicamente e psicologicamente, ma più si avvicina il traguardo, più sale la tensione, ed è a questo aspetto che Conte deve soprattutto fare attenzione".

Abbiamo parlato di Platini, ma c'è un altro grande numero 10 della storia bianconera che sta per lasciare la Juventus, Alessandro Del Piero. Come valuta tutta la situazione relativa alla gestione dell'ultima stagione del capitano, sia da parte della società che da parte del giocatore?
"Per quanto riguarda la società, c'è da dire che la comunicazione in casa Juve è davvero un disastro, è gestita malissimo. La società può anche avere le sue ragioni nel non voler confermare Del Piero, ma i tempi dell'annuncio sono stati sbagliati. Per quanto riguarda Alex, credo che dovrebbe considerare una frase che amano dire gli americani, e cioè che un grande artista, un grande uomo di spettacolo, ma anche un grande protagonista del mondo dello sport, dovrebbe lasciare quando ancora 'la sala è piena di spettatori'. E questo, per Alex, sarebbe proprio il momento giusto. Invece la sua volontà di continuare a giocare mette in difficoltà la Juventus nei confronti dei suoi tifosi. Alex ha 37 anni, ricordo che Boniperti si è ritirato a 33, Platini a 32 e Zidane a 34. Baggio invece a 37 ma dopo aver giocato le ultime stagioni in provincia, sbagliando secondo me...".

Chiudiamo con il mercato. Cosa manca a questa Juve per essere protagonista anche in Champions League?
"Mancano sicuramente due o tre giocatori veramente importanti, uno per reparto. Non faccio nomi, perché si conoscono, ma sottolineo che per acquistarli, al di là della disponibilità finanziaria, ci vuole anche un certo peso politico nelle trattative. Un peso politico che questa Juve credo non abbia ancora. Poi, è chiaro, ci sono anche i giovani: da Giovinco a Immobile, fino a Verratti, che a me piace tantissimo".

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