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Parlare di strategia è un azzardo. Meglio di parlare di insolita ripetizione. Basta guardare e analizzare le ultime sessioni di mercato del Barcellona, per capire che dalle parti della Catalogna - qualcosa appare strano. Ti compro, ti pago (tanto), ti tengo un anno - massimo due - e ti rivendo. Suona strano pensare che sia tutto studiato, eppure dati e documenti parlano chiaro. Partiamo da lontano: l'estate del 2017 è quella dell'addio di Neymar. Il Barça si rinforza acquistando Paulinho (40 milioni al Guangzhou) e Dembélé (tra parte fissa e bonus, un affare da 145 milioni di euro). Risultato? Paulinho venduto l'estate successiva, nuovamente al club cinese (50 milioni di euro), l'attaccante francese è ancora in rosa ma vicino a salutare i blaugrana, specie se inserito in una trattativa - guarda caso - per Neymar

CIFRE DA CAPOGIRO - Sei mesi dopo, nuovo colpo da capogiro: in Catalogna sbarca Philippe Coutinho per una cifra totale di 160 milioni di euro. Diciotto mesi, 52 presenze, 13 gol e un nuovo addio. È di oggi, infatti, l'approdo al Bayern Monaco in prestito (8,5 milioni di euro) con diritto di riscatto fissato a 120. Estate 2018: altro giro, altri affari. In Spagna sbarcano Malcom (41 milioni al Bordeaux) e Vidal (19 più bonus al Bayern Monaco). Esito? Il brasiliano via dopo un anno (40 milioni più 5 di bonus dallo Zenit), il cileno ai margini del progetto di Valverde e seguito dall'Inter. 

SLIDING DOORS - E sullo sfondo rimane sempre Neymar: ceduto due anni fa per 222 milioni, è l'obiettivo numero uno di Bartomeu, che punta a chiudere in bellezza un mercato che ha visto anche gli arrivi di De Jong e Griezmann. Chissà che nell'affare non rientri proprio Dembélé, a chiudere un cerchio che fa storcere il naso. No, non è una strategia. Ma una singolare inconsuetudine che da un paio di anni si ripete in casa Barcellona. Sbagliata? Non proprio: poche minsvalenze e tanti trofei. Il metodo Barça resta vincente