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Luca Toni, ex attaccante di Juventus e Verona, Campione del Mondo nel 2006 con la Nazionale di Lippi, parla a la Gazzetta dello Sport dei suoi due vecchi club, che si sfidano questa sera: “Era la mia ultima gara da professionista, mi mettevo alle spalle una vita. Non dimenticherò mai l’affetto del Bentegodi, anche perché ero arrivato tra lo scetticismo generale: dicevano che ero vecchio e invece... Verona è stata la città della mia seconda giovinezza, il luogo che mi ha fatto rinascere, dopo una serie di esperienze negative”.


SULLA JUVE - “In bianconero sono arrivato nel periodo sbagliato. Il primo scorcio di stagione, da gennaio a giugno 2011, con una squadra non certo al livello di quelle degli anni successivi, ero spesso infortunato, ho giocato poco e segnato solo un paio di gol. Ancora peggio è andata in seguito. Arrivò Antonio Conte, io non rientravo nei suoi piani e non giocai neanche un minuto. Ci sta, l’allenatore ha diritto di fare determinate scelte e Conte tra l’altro ha dimostrato di essere un grande tecnico. A gennaio me ne andai, ma senza creare nessun problema”.

SULLA GARA DI STASERA - “La Juve è chiaramente favorita ma deve stare attenta. Il Verona è la squadra rivelazione di questa stagione: tutti, io compreso, la davamo come prima candidata alla retrocessione, invece sta facendo un campionato incredibile”.


SU PAZZINI - “Ci sentiamo spesso. Lui vorrebbe giocare sempre, ha ancora una voglia matta e ha dimostrato di saper fare ancora il suo mestiere visto che ha segnato tre gol giocando pochi scampoli. Fosse per me lo metterei sempre in campo, ma io sono un suo fan e il mio giudizio è di parte...Il Verona ha tanti giocatori interessanti fra cui Amrabat, Kumbulla, Silvestri e Veloso con cui ho giocato al Genoa”.