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Due settimane o poco più, poi l’euro-countdown sarà terminato… per fortuna. In attesa della sentenza che tutti i tifosi bergamaschi (e milanisti) attendono, a tenere banco è il mercato. Ufficialmente iniziato la scorsa domenica, ma ancora lontano dall’essere entrato davvero nel vivo: magari, chissà, potrebbe prendere una sterzata in positivo proprio al momento dell’ufficialità della disputa dei gironi, che permetterebbe al club orobico sicuri introiti da reinvestire e una vetrina stellata per calciatori ambiziosi.
 
EUROVETTA- Settemila tifosi allo stadio a salutare la Dea, a dare il benvenuto a Tumminello, Reca e Vernier, oltre che il bentornato a D’Alessandro. Centinaia di scooter a scortare l’Atalanta a Rovetta dove si prepara un Europa ancora in cerca di definizione e, perché no, un’altra vetta nel girone. Ma tra patron Percassi che pensa ancora alla salvezza e Jankto che sceglie la Genova blucerchiata, la domanda resta nell’aria: il vero colpo dov’è? Lo scorso anno la folla nerazzurra salutò l’ingresso di luglio con un pezzo da novanta come Josip Ilicic, quest’anno – nel mese di Cr7 alla Juventus, ma non ditelo a Cr77 – sarà agosto a regalare alla Dea la sua divinità?
ZERO COLPI PER COLPA...- Per il momento il mercato dai grandi numeri l’Atalanta l’ha fatto solo per aiutare l’Inter, a cui ha comprato i baby e inesperti Bettella e Carraro per ben 12 milioni. I rapporti tra Percassi e Suning sono così idilliaci e amichevoli che al momento del bisogno il patron bergamasco ha sempre risposto presente, concedendo il suo aiuto, necessario per fare centrare al capo cinese i 45 milioni dalle plusvalenze e rispettare così i regolamenti Uefa. Da un nerazzurro all’altro: ma si tratta davvero di una reale esigenza di rosa o si potevano spendere meglio i soldi, magari i 20 milioni che a Percassi sembravano troppi per un top player? Insomma, made in China o mad for China?
 
PASSALIC- Intanto il centrocampista del Chelsea vola alla Viola e Jankto alla Samp, Gomez non si sa ancora se resta e Freuler potrebbe avere la testa altrove dopo i Mondiali: quante, troppe domande in casa Dea. Qualcosa bolle in pentola, è certo… ma la domanda è: cosa? A Bergamo c’è voglia di stupire ancora, ma oltre i proclami servono i fatti. E le firme, quelle importanti: perché per mettere nero su azzurro bisogna prima mettere nero su bianco.