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L'addio di Carlo Ancelotti al Bayern Monaco è stato tutt'altro che idilliaco: non tanto per quanto riguarda il rapporto con la società, buono nonostante l'esonero, quanto più con lo spogliatoio e in particolare i senatori del gruppo. Cinque big, identificati in Robben, Muller, Ribery, Boateng e Hummels hanno manifestato tutto il proprio malumore per la gestione del tecnico reggiolo, Kicker rivela nuovi retroscena sugli screzi che hanno preceduto la separazione. A scatenare la rivolta però l'intensità degli allenamenti, ritenuta talmente bassa da convincere i giocatori a chiedere ad Ancelotti di cambiare metodi (opzione rifiutata) e poi ad allenarsi in gran segreto. Sommossa scatenata e tra i rivoltosi il più infervorato è stato Arjen Robben: l'olandese ha sbottato, dichiarando che in D-Jugend (campionato giovanile dedicato ai ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, nel quale milita anche il figlio) si fanno allenamenti migliori di quelli tenuti da Ancelotti. Nervi tesi, scintille prima dell'inevitabile conclusione: Ancelotti e lo spogliatoio del Bayern, addio al veleno.

HUMMELS NON CI STA - Intervistato da Sport Bild il difensore del Bayern Monaco Mats Hummels ha smentito di aver tradito Carlo Ancelotti: "Non posso parlare per gli altri, sono stati nominati cinque giocatori e non parlo per gli altri quattro, ma io non ho mai detto alla dirigenza di essere infelice perché non giocavo o simile. Essere chiamato 'ammazza re' è fuori discussione. Non so le origini di questa informazione o se è stata scritta perché non giocavo: non mi piace, semplicemente non lo farei mai. E' la prima volta che vivo un cambio in panchina a stagione in corso, è strano non avere più Ancelotti qui intorno, ma anche i suoi collaboratori. L'esonero una sorpresa? La domanda è se è stato veloce o meno".