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Ospite stasera a Marina di Pisa di "Invasioni di Campo", Gigi Buffon, nuovo portiere del Parma, ha parlato del suo presente; "La "Buffon Academy"? È partita un pochino per orgoglio, perché nel ruolo eravamo anni luce avanti e che ci stiano rubando lo scettro mi dispiace molto. Invece vorrei che l'Italia torni a primeggiare. Ma anche per ridare indietro tutto quello che ho avuto nella mia carriera, ho dato tanto al calcio ma ho anche avuto tantissimo. Sono andato sul campo e ho visto giocatori che si divertivano, poi a seconda dell'età riesci a poterli stimolare nel discorso tecnico-fisico. Quando parlo i ragazzini pendono dalle mie labbra e questo mi fa capire che posso incidere e riuscire a dargli la mano mi farebbe piacere".

Il ritorno a Parma: "Il motivo è una sommatoria: dai miei genitori ho imparato tante lezioni, fra tutte la più importante l'ho appresa da mia madre. Mi ha sempre detto 'comportati bene, fai qualche rinuncia e la vita di ripagherà con gli interessi'. Ho cercato di mettere sempre in pratica questo insegnamento e all'inizio è stato faticoso. Rinunciare a qualcosa in una professione dove l'ego deborda e invece ho capito che facendo così la vita mi ha ridato molto di più di quello che meritavo. Proseguo la mia vita così perché ci credo tanto".
Parigi: "È stata la classica botta di culo. Ho avuto l'opportunità di giocare in una squadra imbarazzante a livello qualitativo, parlando coi ragazzi quando sono tornato alla Juve ho sempre detto che una sensazione di forza tale l'ho provata solo in un anno in bianconero. Ero convintissimo saremmo andati fino in fondo, vincendo partite in modo davvero facile. Poi si diventa presuntuosi e la vita ti castiga. L'anno della mia carriera che ricordo con più piacere è proprio quello di Parigi. Il rispetto che ho avuto in Francia non l'ho mai percepito, a Parigi uscivo molto di più, l'ho vissuta con la leggerezza di chi vuole condividere e interagire"