138
"Non è più il momento di gestire, ora serve allenare". Un parere sempre più condiviso da critici e opionionisti che, analizzando il delicato inizio di stagione della Juventus, invitano Massimiliano Allegri a prendere definitivamente atto del fatto che questa squadra non sia che una lontana parente di quella guidata fino a due anni fa. E che, come tale, vada condotta fuori dalla crisi seguendo dei princìpi e un'idea di calcio rispetto a quella che ha caratterizzato la prima era bianconera del tecnico livornese. I giovani di talento presenti in organico sono diventati l'argomento di dibattito principale, utilizzati spesso impropriamente per giustificare i limiti di una squadra che ha problemi strutturali più profondi. E così le difficoltà di natura tattica palesate da Allegri si sommano ad una strategia comunicativa che non convince per nulla.

QUELLO CHE ALLEGRI DICE - "Non è più il momento di gestire, ora serve allenare". Una frase che, se fosse stata pronunciata soltanto da Daniele Adani - uno degli osservatori più preparati nel panorama italiano e forse per questo capace come pochi di alimentare il dibattito - avrebbe probabilmente riportato in auge certe discussioni da Bar dello Sport sull'ex volto di Sky e riacceso l'ormai stucchevole rivalità tra "giochisti" e "risultatisti". Se però ad esprimersi in questi termini, non più tardi di mercoledì sera al "Club" di Sky Sport, è un opinionista dai toni più sfumati come Beppe Bergomi, allora sarebbe il caso di fermarsi un attimo e riconoscere in maniera oggettiva che il vero problema è rappresentato da quello che vediamo in campo durante le partite della Juventus e quello che poi Allegri dice davanti a microfoni e telecamere. Un gioco poco propositivo e sempre meno al passo coi tempi e la scelta di incentrare le sue analisi sugli atteggiamenti caratteriali piuttosto che sulle disamine tecniche.
IL CALCIO E' DI TUTTI - Anzi, all'allenatore bianconero sembra proprio non interessare il confronto ideologico con qualsivoglia interlocutore, come se la tattica fosse esclusivamente materia di sua competenza. Dove sta scritto che soltanto un allenatore abbia le conoscenze e il sapere per affrontare determinate questioni? Il palmarés di Allegri, il lungo elenco di titoli conquistati nei suoi primi 5 anni alla guida della Vecchia Signora, ha legittimato il suo modo di vedere il calcio quando la rosa bianconera era imbottita di campioni dalla forte personalità; oggi è altrettanto sacrosanto evidenziare come un gruppo dalla cifra tecnica inferiore e qualità ancora inespresse possa essere traghettato in maniera differente. Evitando magari di gettare la croce addosso a chi, per caratteristiche (Chiesa, Kulusevski, Kean), farà sempre fatica ad interpretare le partite in maniera prettamente difensivista e coprire sistematicamente 70 metri di campo. "Non è più il momento di gestire, ora serve allenare": non lo diciamo solo noi, iniziamo a pensarlo un po' tutti...